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Monday Dec 30, 2024
Chi ha creato la Palestina? - Chiude TeleRagione - Gli USA escono dall'OMS?
Monday Dec 30, 2024
Monday Dec 30, 2024
Prima di iniziare il nostro Punto e Virgola del 30 dicembre 2024, vi preannuncio che oggi non ci sarà il consueto incontro con le Federazioni di Forza del Popolo. Sarà una puntata in forma ridotta, considerato che la settimana trascorsa è stata occupata dai numerosi messaggi di auguri da parte dei nostri amici di Forza del Popolo. Colgo anche l’occasione per rinnovare gli auguri di buone feste e di un 2025 che porti finalmente pace e serenità ovunque.
Lunedì, interessante articolo su Aria Buona Channel che ci racconta come fu l'imperatore romano Adriano a creare la Palestina. Fu lui che ribattezzò la Giudea "Siria Palaestina" nel 135 d.C., dopo la sconfitta della rivolta di Bar Kokhba, cancellando di fatto il legame ebraico con la terra.
È essenziale notare che il nome "Palestina" non era usato per riferirsi a un popolo arabo o palestinese distinto a quel tempo. Invece, era una designazione amministrativa romana per la regione, che comprendeva un'area geografica più ampia dell'odierno Stato di Palestina.
Il termine "Palestina" deriva dal nome greco "Palaistinē", che era a sua volta una corruzione del nome ebraico "Philistia", che si riferiva all'antica confederazione filistea.
Nel corso del tempo, il nome "Palestina" sarebbe stato adottato e reinterpretato da vari gruppi, tra cui popolazioni cristiane e arabe, per riferirsi alla regione.
Tuttavia, nel suo contesto romano originale, "Syria Palaestina" era una designazione geografica piuttosto che un'identità etnica o nazionale.
Come anticipato da Lillo Massimiliano Musso qualche settimana fa, chiude TeleRagione di Giorgio Bianchi, uno dei format più seri e concreti in circolazione. Nonostante l'editore, Francesco Toscano, abbia maneggiato milioni di euro in pochi anni, Giorgio Bianchi riferisce di bassi introiti. Probabilmente Bianchi non conosce i bilanci di VisioneTv. Il giornalista sul suo profilo si accomiata aggiungendo: “Da parte mia continuerò a tenere in vita il canale Telegram con il solito impegno, mi prenderò più tempo per stare in famiglia e riposare un poco e scriverò le cose che non sono riuscito a portare avanti in questi mesi. E nel frattempo, cercherò di creare le condizioni affinché TeleRagione possa ritornare in pista, magari migliorato nella forma e nei contenuti, perché credo fermamente nel giornalismo libero e "lento"”. E prosegue: “Sono assolutamente convinto che questo modo di lavorare, sia uno dei pochi strumenti che abbiamo a disposizione per creargli problemi. Come del resto denota il loro livello di isteria nei nostri confronti.”
Mercoledì messaggio di Natale del Segretario Generale Lillo Massimiliano Musso, durante il quale viene sottolineata la necessità di ritornare a festeggiare il festeggiato, sempre più dimenticato in queste occasioni, a favore dei festeggiamenti civili e commerciali, anche dalla stessa Chiesa.
Giovedì intervista a Lillo Massimiliano Musso sul canale Meglio di ieri di Daniel Griva, sul probabile ritiro di Trump e quindi degli Stati Uniti dall’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità. Ricordiamo che l’adesione fu fortemente voluta dal Presidente Biden. L’allontanamento degli Stati Uniti porterà alla prevalenza da parte dei privati di Big Pharma, fortemente presenti negli ultimi anni nell’OMS. Nonostante sia un’agenzia delle Nazioni Unite, l’organizzazione perderà di conseguenza il potere all’interno dei singoli stati. Gli Stati Uniti si aggiungerebbero alla Russia, già in via di abbandono dell’OMS, e della Cina che non pare abbia bisogno del contributo di questa Agenzia. Per noi sarebbe stato meglio che Trump fosse rimasto, con l’intento di ripulire l’OMS dai poteri globalisti, trasformandola in una reale agenzia di supporto per tutti i governi partecipanti.
"Cristo è ancora tra le macerie" questo Natale. Così Aria Buona Channel riporta le parole del pastore cristiano palestinese, Munther Isaac, pronunciate durante una funzione nella chiesa evangelica luterana di Betlemme. Evidenziando il genocidio dei palestinesi in corso a Gaza, ha ricordato ai fedeli la speranza che Gaza ha scoperto. "Ma sono stati anche 440 giorni di resilienza e persino di bellezza – prosegue Munther -. Penso ai nostri eroi di Gaza: i dottori, i soccorritori, i volontari, coloro che si sacrificano e danno tutto per i loro simili. Penso a coloro che hanno creato scuole nelle tende. A coloro che suonano musica per i bambini sfollati, per portare un sorriso in mezzo al dolore e alla distruzione. Agli chef che cucinano pasti in massa. E ai bambini più piccoli, che si prendono cura dei loro fratelli. La perdita è enorme. Ma non abbiamo perso la nostra fede, o la nostra umanità collettiva. Questa è la bellezza di cui sto parlando".
Riportiamo un intervento di Giuseppe Salamone su Aria Buona Channel, che commenta un articolo de Il Foglio, a firma Claudio Cerasa che titola: "Il giornalismo non è un crimine. Riportiamo a casa Cecilia Sala".
Cecilia Sala è stata arrestata in Iran. È curioso vedere l'indignazione oggi degli stessi che non dicevano una sola parola per Assange o addirittura lo dileggiavano pubblicamente con le loro penne sempre al servizio dell'impero USA - scrive Salamone -. Anche questa volta vince l'ipocrisia, ovvero che tutti i giornalisti sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri. Ma il problema sta sempre nel fatto che non si vergognano di loro stessi, dei loro doppi standard e della loro ipocrisia. Non si vergognano nemmeno di prendersi per il culo con le loro stesse penne visto che scrivono tutto e il contrario di tutto a seconda della convenienza.
Dovete decidervi: il giornalismo non è un crimine sempre o solo quando vi conviene? I giornalisti Palestinesi possono essere sterminati senza che scriviate una riga a loro favore? Ma vi rendete conto di quanto siete ridicoli? Ma non vi fate schifo nemmeno un po'?
Nella diretta domenicale Parola al Presidente, Parola a voi, gran parte degli interventi sono stati dedicati al dilagante malcostume di perverse attenzioni demoniache sui bambini. Sia Andrea Colombini, sia Lillo Musso, sia Pino Paolone sono intervenuti con grande enfasi per condannare tutto quanto sta venendo alla luce, con gli scandali di Puff Daddy, alle cui feste pare partecipassero celebrità come Kim Kardashian, Will Smith e Diana Ross, forse ignari di quanto quel mondo dorato fosse in realtà una prigione psicologica. Tra i dettagli più inquietanti, emerge il caso di Justin Bieber, allora quindicenne. "Ti regalerò una Ferrari" gli avrebbe detto Daddy, "ma quello che faremo non dovrà mai uscire". Una promessa mascherata da ricatto.
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