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Monday Mar 24, 2025
Monday Mar 24, 2025
Salve a tutti e benvenuti al Punto e Virgola del 24 marzo 2025.
Domenica 16 marzo, prima dell’incontro a Bergamo intitolato “5 anni dopo: bilancio di una finta pandemia. Cosa rimane?, il Segretario Generale di Forza del Popolo Lillo Massimiliano Musso, e la Presidente dell’Assemblea Nazionale dei Delegati delle Federazioni Regionali, Rosa Maria Rancati, si sono recati al Cimitero Monumentale di Bergamo per deporre una rosa bianca in memoria delle vittime innocenti delle guerre e della farsa COVID, in un toccante ma significativo momento che dovrà essere esempio per futura memoria.
Su Aria Buona Channel leggiamo un’interessante analisi di coloro che parlano di "soldi parcheggiati in banca", di "liquidità dormiente". Sono furbi, molto furbi, ma chiamiamo le cose con il loro vero nome: RISPARMI. Sacrifici. Sicurezza per il futuro.
Quando un giornalista o un economista usa l'espressione "soldi parcheggiati", sta implicitamente suggerendo che quei fondi siano improduttivi, inerti, quasi colpevoli di non essere in movimento. È una retorica che denigra la prudenza e la previdenza di milioni di famiglie.
I risparmi non sono un lusso. Non sono un capriccio. Sono la certezza di poter affrontare un'emergenza medica, l'opportunità di dare un futuro migliore ai propri figli, la tranquillità di poter riparare l'auto quando si rompe, la dignità di non dover chiedere aiuto in caso di imprevisti.
Chi sono questi "esperti" per dirci come dovremmo gestire i frutti del nostro lavoro? Quanti di loro hanno mai dovuto scegliere tra pagare una bolletta o comprare medicine? Quanti hanno vissuto con l'ansia di arrivare a fine mese?
La verità è che questa retorica serve solo a un sistema che vuole i nostri soldi in circolazione per alimentare investimenti che non sono nel nostro interesse. Vogliono far sentire in colpa le persone per essere prudenti, per proteggere se stessi e le proprie famiglie.
Non si cada in questa trappola. I risparmi non sono mai "parcheggiati". Sono esattamente dove devono essere, pronti a sostenere quando se ne ha bisogno. È un diritto, conquistato con fatica e sacrifici.
Quando si legge di "soldi parcheggiati", ricordiamoci che stanno parlando della nostra sicurezza, del nostro futuro, della nostra dignità. E nessuno ha il diritto di farci sentire in colpa per questo.
Il risparmio è un valore, non un errore.
Finestroni di Overton avanzano.
Su Aria Buona Channel ultimo editoriale del lunedì su Non solo shoah, che si è occupato questa settimana del poco conosciuto genocidio dei Selk’nam. Al momento dell'incontro con la cultura occidentale, intorno al 1880, si stima che 4.000 Selk'nam vivessero su Isla Grande, l'isola principale dell'arcipelago della Terra del Fuoco, situata all'estremità meridionale dell'America del Sud, da cui è separata dallo stretto di Magellano. Circa 40 anni dopo ne sarebbero rimasti solo 200.
Martedì, alle ore 18 è andato in onda SCENARIO, la verità dietro le quinte, il programma di geopolitica e attualità de Il Corriere del Popolo TV. Francesco Gerardi ha intervistato Tommaso Minniti, attore allievo di Strehler e regista (Non è un caso, Moro) che ha appena pubblicato il suo libro “I senzadio e l’ordine delle cose”, un’analisi lucida e impietosa delle storture della nostra società e delle soluzioni approntate dalle élite massonico-globaliste impegnate nella realizzazione del Nuovo Ordine mondiale. Dalla debolezza storica dell’Italia, che ha suicidato la Repubblica con il delitto Moro alla gravissima situazione geopolitica e al tradimento della falsa Chiesa bergogliana. Ma, su tutta questa miseria, si staglia il piano dei princìpi eterni.
Dal sito ANSA.IT leggiamo che il 18 marzo di 5 anni fa avvenne la famigerata operazione di guerra psicologica delle bare di Bergamo messa in atto dal governo e dalle istituzioni italiane contro il proprio popolo: per terrorizzarlo e indurlo ad accettare supinamente atti del tutto incostituzionali come le misure restrittive della libertà e la dittatura sanitaria. Quella lugubre sfilata di camion militari, che secondo testimonianze qualificate contenevano solo una bara ciascuno e che era del tutto ingiustificata, fu una messinscena clamorosa, ma purtroppo efficace nei confronti di una maggioranza di italiani terrorizzati e resi analfabeti funzionali da tre decenni di propaganda e di demolizione sistematica dello spirito critico. No, non dimenticheremo quello scempio, ma non per le ragioni che dite voi, ma perché fu uno dei momenti più bassi e criminali della storia repubblicana.
Nella diretta di mercoledì Andrea Colombini tiene una piccola lezione di storia relativamente al fatto che la sua bella città, Lucca, ha oggi una ampia cerchia muraria integra, sulla quale, fino al 1992 circolavano addirittura mezzi di tutte le dimensioni. Ritorna al 1861 quando bisognava andare a votare per il neonato stato italiano retto dai Savoia. La sorpresa che però venne fuori fu che le città dovevano abbattere le fortificazioni, forse per evitare rivolte o pericoli di invasioni straniere. Con i mattoni di risulta furono realizzate le cosiddette spallette nei fiumi, che prima scorrevano tranquilli all’interno delle città, che sarebbero state utili per evitare che venissero utilizzati per invaderle sbarcando ovunque. Solo Lucca si salvò perché i ricchi della città portarono un grosso quantitativo d’oro e comprarono l’integrità delle mura.
Passando all’America, sono stati desecretati documenti sull’assassinio di John Fitzgerald Kennedy a Dallas, dai quali emerge che il Presidente è stato ucciso dalla CIA, che avrebbe agito in nome e per conto del Mossahd e del governo israeliano. Ulteriore dimostrazione che gli azkenazi-kazari hanno
manipolato tante democrazie nel mondo. Essendo Kennedy cattolico, era odiato da questi, per cui non c’era altra strada che eliminarlo.
Nella diretta serale di giovedì, Andrea Colombini rileva che al momento della votazione sull’invio di nuovi aiuti all’Ucraina al Parlamento Europeo, l’Ungheria ha votato contro. E siccome è necessaria l’unanimità dei voti, al momento tutto si è fermato. Considerando che anche l’Italia, la Spagna, la Grecia e Francia si sono schierati per non inviare aiuti economici in Ucraina, si vede chiaramente come sia iniziato il declino della coesione dell’Unione Europea.
Intervento del primo ministro ungherese Orbán sul suo veto all'adesione dell'Ucraina all'UE.
Non si tratta della prima battaglia del genere in Ungheria – ha detto Orban -. Non permetteremo che emerga una posizione europea unitaria che coinvolga l'Ungheria e propugni la guerra. Negli ultimi tre anni, le famiglie ungheresi hanno perso circa 2,5 milioni di fiorini a causa della guerra, e devo porre fine a tutto questo.
Non possiamo permettere che le famiglie ungheresi continuino a pagare le conseguenze economiche della guerra. Questo obiettivo può essere raggiunto solo convincendo l'Europa a sostenere gli sforzi del Presidente degli Stati Uniti per stabilire la pace, anziché impegnarsi in avventure militari. Solo allora arriverà la pace.
Il Primo ministro ungherese ha poi proseguito: Fu un dibattito nel quale non riuscimmo a convincerci a vicenda e io opposi il veto alla posizione comune. Anche Zelensky ha preso parte a questi dibattiti. Non direi che lo abbia fatto in modo amichevole. Il presidente ucraino sembra soffrire di confusione di ruoli, comportandosi come se fosse già nell'UE e potesse quindi permettersi di adottare toni più duri, quando in realtà non può. È un candidato che vuole entrare nell'UE.
In questo momento stiamo chiedendo al popolo ungherese di esprimere la sua opinione sull'adesione dell'Ucraina all'UE e, per quanto il presidente Zelenskyy ci faccia pressioni o addirittura ci metta alle strette, finché non conosceremo l'opinione del popolo ungherese, non potrò sostenerlo.
Il governo ungherese ha infatti pubblicato una bozza di scheda elettorale con la domanda: "Sostieni l'adesione dell'Ucraina all'UE?" con opzioni "Sì" o "No". Il voto sarà attentamente monitorato e la scheda è stampata su carta protetta per prevenire le frodi. Si prevede che il referendum avrà luogo a breve.
Nella diretta serale di sabato, Andrea Colombini parla delle diverse posizioni rispetto al Manifesto di Ventotene, scritto da due esponenti della sinistra italiana confinati nell’isola delle Ponziane nel ventennio fascita, dove si diceva tra l’altro, che gli stati dovevano unirsi, che bisognava abolire la proprietà privata, che era necessaria una rivoluzione. Ovviamente gli estensori del Manifesto erano enormemente arrabbiati contro il governo che li aveva posti al confino nell’isola, tanto che successivamente gli stessi avevano rivisto le proprie posizioni. E oggi il documento viene ripreso quale base di partenza per un’unione europea che manifesta grossi cedimenti, tali forse da far riflettere su quale futuro possa ancora avere.
Dandovi quindi appuntamento alla prossima settimana per il consueto Punto e Virgola, ringrazio Daniela Pavino ed Eleonora Pagoaga, vi saluto e vi ringrazio per l’ascolto ricordandovi che La nostra coerenza e l’incoerenza degli altri ci porteranno ad un sicuro successo
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