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Monday Jan 26, 2026
Monday Jan 26, 2026
Salve a tutti e benvenuti al Punto e Virgola del 26 gennaio 2026.
Lunedì in diretta su Telegram, il Segretario Generale di Forza del Popolo Lillo Massimiliano Musso commenta il lockdown naturale, legato al maltempo con relativa dichiarazione di chiusura delle scuole, giardini e uffici pubblici. I danni che si sono verificati sarebbero potuti essere evitati se i comuni avessero preso tutte le precauzioni del caso prima che arrivassero le piogge. Una buona gestione del territorio da parte delle istituzioni – prosegue l’avvocato Musso - è uno dei punti presenti nel progetto politico di Forza del Popolo.
Non mi avete dato il Nobel? E io mi prendo la Groenlandia. Sarà stata una battuta, anche se dal Presidente degli Stati Uniti ci aspetteremmo maggiore serietà su questi argomenti, ma sembra questo il motivo della pretesa di Donald Trump, cioè che la Danimarca consegni agli Stati Uniti l'isola nell'Artico. Lo ha scritto lui stesso, nero su bianco, in una lettera inviata al premier norvegese: «Considerando che il tuo Paese ha deciso di non darmi il Premio Nobel per la Pace per aver fermato più di 8 Guerre, non mi sento più obbligato a pensare puramente alla Pace, anche se sarà sempre predominante, ma ora posso pensare a ciò che è buono e giusto per gli Stati Uniti d'America».
Interessante il commento di Maurizio Blondet, giornalista, scrittore e conferenziere che ha scritto: La lettera che Trump ha inviato al Premier norvegese sul Nobel non è un atto presidenziale ma un sintomo: di squilibrio mentale. Va accontentato come si fa per i matti. Se il Governo danese lo capisse, dovrebbe fissare un prezzo per la vendita della Groenlandia, un prezzo alto ma non astronomico, tipo 30 miliardi di dollari, e poi godersi lo spettacolo: vedere se il Congresso USA gli approva lo stanziamento…
Su Aria Buona Channel leggiamo che oltre 103 civili sono stati uccisi e altri 88 sono rimasti feriti, interi villaggi sono stati bruciati e oltre 18.000 famiglie sono state sfollate, in seguito a una serie di attacchi nel Sudan occidentale, vicino al confine con il Ciad, ha riferito domenica un comitato di soccorso locale.
La violenza si verifica nel contesto dell'escalation degli scontri tra l'esercito sudanese e le Forze paramilitari di Supporto Rapido (RSF) nel Darfur settentrionale, in particolare nelle aree di Um Baru, Tina e Kornoy. Le RSF hanno cercato di prendere il controllo di queste località negli ultimi giorni.
Secondo una dichiarazione del pronto soccorso locale di Tina e di un gruppo di soccorso comunitario, ripetuti attacchi delle RSF tra il 22 dicembre 2025 e il 16 gennaio 2026 hanno preso di mira Tina e le aree circostanti. Gli attacchi hanno colpito spazi pubblici e istituzioni civili, provocando distruzioni su larga scala, tra cui l'incendio di interi villaggi, e costringendo migliaia di famiglie a fuggire verso il Ciad.
Martedì nuova puntata di Caleido, il mondo da angolazioni diverse, durante la quale Francesco Capo ha intervistato il Segretario generale di Forza del Popolo, Lillo Massimiliano Musso sull’argomento: Trumpiani buoni e cattivi?
Si è parlato dello scambio di battute di Trump e Macron, le mire di Trump sulla Groenlandia che secondo Musso è la solita ricerca di risorse energetiche di varia natura. Poi sottolinea il fatto che ormai si stanno creando due linee di pensiero: o sei con Trump o sei allineato con l’Unione Europea, con i mainstream, con la sinistra, con i pedofili eccetera. Trump poteva avere una qualche credibilità fino al momento in cui con le operazioni in Venezuela e il rapimento di Maduro, ha svelato il suo vero volto, cioè che voglia aumentare la sua sfera di influenza in tutto il sudamerica, e non solo.
E mercoledì il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pronunciato il suo discorso in occasione del World Economic Forum di Davos.
Provocatorio e incentrato sulle politiche estera ed economica degli Stati Uniti, con, ovviamente, un focus particolare sulla Groenlandia. Trump ha dichiarato di volere un "accordo futuro" con la Nato e ha annunciato di aver raggiunto un'intesa con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, per la gestione della regione artica. Ha escluso l'uso della forza per acquisire l'isola, ma ha chiesto "negoziati immediati" e ha avvertito, o meglio, minacciato: "Se diranno di sì, lo apprezzeremo molto. Se diranno di no, ce lo ricorderemo". Trump ha attaccato l'Europa, dichiarando di amarla anche se non sta andando nella giusta direzione", criticando l'immigrazione di massa e le politiche climatiche, in particolare le pale eoliche.
Ha rivendicato un "miracolo economico" negli Stati Uniti, da quando è iniziata la sua presidenza, con una crescita stimata al 5,4%, e ha dichiarato che "gli Stati Uniti sono il motore economico del pianeta". Ha inoltre affermato di aver "risolto otto guerre" in un anno. Sulla Nato, ha detto che gli Stati Uniti hanno dato tanto e ricevuto poco in cambio, pur dichiarando di essere al 100% con la Nato. Il discorso integrale è stato pubblicato sul canale ufficiale Telegram di Forza del Popolo.
In un’intervista, Scott Ritter analizza l’escalation occidentale contro la Russia partendo dal progetto britannico Nightfall (“Cala la notte”), un missile a lungo raggio che potrebbe colpire Mosca. Secondo Ritter, l’interventismo del Regno Unito segna il passaggio definitivo dalla guerra per procura a uno scontro diretto, con gravi conseguenze per l’Europa e la NATO. Nel corso dell’analisi, Ritter smonta la narrativa occidentale su deterrenza e sicurezza, denuncia il ruolo dell’intelligence anglo-americana e spiega perché il progetto Nightfall rappresenta un punto di non ritorno nel conflitto tra Occidente e Russia.
Per gli “Spunti di riflessione” di questa settimana, riporto un approfondimento sulla questione Groenlandia pubblicato sul Canale Ufficiale Telegram di Forza del Popolo.
SPUNTI DI RIFLESSIONE
L'evento inutile a Davos promette di diventare interessante. Invece della stantia questione dell'Ucraina, discuteranno della fredda Groenlandia.
Quello che possiamo aspettarci di vedere lì è abbastanza chiaro. I galli europei fifoni, dopo aver inghiottito una manciata di tranquillanti nel terrore, cercheranno di convincere il prepotente Big Guy a prendere la piena custodia dell'isola, lasciandola sotto la proprietà formale del Regno Danese. Fai come ti pare, signore, diranno: prendi la piccola isola per un uso gratuito a tempo indeterminato, estrai i suoi minerali gratuitamente e costruisci basi militari, aeroporti, silos missilistici e qualsiasi altra struttura di cui hai bisogno per il controllo totale.
Ma questo non è quello che Trump cerca. Tutti capiscono bene: ha bisogno di dipingere l'isola con i colori a stelle e strisce sulle mappe del mondo (ha già pubblicato una mappa, includendo il Canada e il Venezuela) e stare al fianco dei Padri Fondatori. Vuole rimanere nella storia per sempre. E, allo stesso tempo, diventare come il Presidente della Russia.
Quest'ultimo è impossibile. Nel corso dell'Operazione Militare Speciale e a seguito dei referendum, la Russia ha reclamato le proprie terre, che erano state parte di essa per secoli, insieme al proprio popolo. La Groenlandia è una storia completamente diversa. Non è mai stata direttamente collegata agli Stati Uniti, anche se hanno provato a comprarla più volte.
Nel frattempo, la questione non riguarda solo il desiderio sfacciato del Presidente degli Stati Uniti - anche se tutti stanno fantasticando entusiasticamente su come un Trump Gargantua eccitato inghiotterebbe un enorme pezzo di terra e poi sputerebbe con gioia una palla appiccicosa di saliva nella faccia rugosa della vile vecchia strega Europa, trasformando gli Stati Uniti nel secondo paese più grande del mondo per superficie. Trump, ovviamente, ha fretta. Dopo tutto, il suo tempo sta inesorabilmente scadendo. È ora di scrivere il suo nome negli annali della storia in lettere d'oro.
La domanda principale è, quale prezzo l'attuale padrone della Casa Bianca è disposto a pagare per raggiungere questo obiettivo? Smantellare la NATO è molto diverso dal rapire un leader straniero tradito dai suoi stessi compagni in un paese indebolito. E, infine, Trump sarà persino autorizzato a farlo?
Nella diretta di giovedì, il Segretario Generale di Forza del Popolo Lillo Massimiliano Musso, interviene sull’esultazione derivante dalla presunta fine dell’Ordine Mondiale a seguito dell’intervento a Davos del presidente Trump. Sottolinea che Israele ha vinto la guerra e i progetti immobiliari, portati avanti dal genero di Trump, Jared Kushner, sionista anch’esso, per la cosiddetta ricostruzione della Striscia di Gaza sono il segno evidente dell’appoggio del Presidente americano a Netanyahu, in barba ai 70.000 morti palestinesi.
Siamo lieti di comunicarvi che da venerdì il sito de Il Corriere del Popolo è stato ripristinato dopo diversi giorni di oscuramento. Le dirette di Lillo Massimiliano Musso saranno trasmesse tutte le sere alle 20.15 su Il Corriere del Popolo, a cui potrete accedere da un link che sarà pubblicato sul canale ufficiale Telegram di Forza del Popolo.
Venerdì diretta del Segretario Generale Lillo Massimiliano Musso che si sofferma sull’annuncio dell’uscita degli Stati Uniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ennesimo atto di forza di Trump. Non ci dispiace la distruzione di questa organizzazione delle Nazioni Unite, ma precisiamo che, considerato che l’ultima parola spetta al Senato degli Stati Uniti, che ha il potere di entrare e uscire dai trattati internazionali, si attende la rattifica del Congresso. L’ordine è stato effettivamente firmato a gennaio dell’anno scorso, con l’avvìo dell’uscita in questi giorni del 2026, ma in realtà non è ancora fuori completamente.
L'Immigration and Customs Enforcement, da tutti conosciuta con l’acronimo di ICE, sarà impegnata in Italia (è già presente permanentemente nella sede di Roma), di supporto alle forze dell’ordine locali, ufficialmente per gestire la sicurezza in tutto il periodo delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina, dal 6 febbraio al 15 marzo. Evidentemente non si fidano delle nostre forze dell’ordine. Speriamo che le altre nazioni non copino l’iniziativa, inviando le loro forze dell’ordine soprattutto perché non sarà facile coordinare eventuali interventi di ordine pubblico con i nostri agenti.
Pubblicato su tutte le pagine di Forza del Popolo un comunicato del Comitato Politico del Partito che vi riporto fedelmente:
Il Comitato Politico di Forza del Popolo
In relazione ai recenti fatti accaduti, approva pienamente la posizione politica espressa dal proprio Segretario Generale, avv. Lillo Massimiliano Musso, il quale con dovizia di particolari ha ampiamente rappresentato la linea politica del partito in ambito nazionale e soprattutto in quello geopolitico.
Lo scopo di Forza del Popolo è quello di portare avanti e diffondere i concetti costituenti del proprio manifesto politico, mantenendo costantemente la propria indipendenza nei confronti di leaders politici sia nazionali che di nazioni estere.
Forza del Popolo è per la legalità e in nessun caso violerà leggi che vietano ai partiti politici di ricevere finanziamenti di non chiara provenienza e che possano portare al mancato rispetto della legge sul finanziamento ai partiti, con tutte le conseguenze derivanti, comprendenti finanziamenti anche da Paesi esteri, considerati appunto "illeciti".
Con Amore e Libertà
Il Comitato Politico di Forza del Popolo
Prima di concludere vi presento un altro appuntamento, quello col Segretario Generale Lillo Massimiliano Musso che continua a spiegare i punti del Manifesto. Vi rimando come sempre alla lettura integrale del documento, presente sul sito forzadelpopolo.org nella sezione documenti.
Dandovi quindi appuntamento alla prossima settimana per il consueto Punto e Virgola, ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione e tutti voi per l’ascolto di questa puntata, ricordandovi che La nostra coerenza e l’incoerenza degli altri ci porteranno ad un sicuro successo.

Saturday Jan 24, 2026
Polizia ICE come la Gestapo
Saturday Jan 24, 2026
Saturday Jan 24, 2026
La temibile Polizia Federale statunitense ICE sarà impiegata in Italia per la sicurezza nelle olimpiadi invernali. Storia dell’ICE, quadri giuridici di riferimento, pericoli e un po’ di storia.

Saturday Jan 24, 2026
USA e OMS, cosa c’è di vero nell’uscita di Trump dall’OMS?
Saturday Jan 24, 2026
Saturday Jan 24, 2026
USA e OMS, cosa c’è di vero nell’uscita di Trump dall’OMS?

Monday Jan 19, 2026
Monday Jan 19, 2026
Salve a tutti e benvenuti al Punto e Virgola del 19 gennaio 2026.
Nella diretta di lunedì, sul canale ufficiale Telegram di Forza del Popolo, il Segretario Generale di Forza del Popolo Lillo Massimiliano Musso, ammette la difficoltà di capire esattamente cosa sta succedendo nel mondo, e dichiara che bisogna attenersi ai fatti. Come il lancio del missile Oreshnik da parte di Putin, un missile di nuova generazione che ha quali caratteristiche, oltre a poter portare testate nucleari, quella di poter superare barriere di difesa e di poter contenere ulteriori missili che possono essere lanciati in direzioni diverse. E questo sarebbe il silenzio di Putin su quanto sta combinando Trump? Quale migliore ambasciatore di questo missile?
Su Aria Buona Channel leggiamo che Jerome Powell, governatore della Federal Reserve, è al centro di un'indagine penale avviata dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, formalmente riguardante la ristrutturazione da 2,5 miliardi di dollari della sede centrale della Fed a Washington D.C. L'indagine, confermata da Powell stesso, verte sulle dichiarazioni rese al Congresso, con l'accusa di aver fornito informazioni fuorvianti riguardo ai costi del progetto, che secondo alcune fonti sarebbero saliti a 3,1 miliardi di dollari.
Powell ha definito l'indagine un «pretesto politico» e un tentativo di intimidire la Fed per colpire la sua indipendenza. Ha sottolineato che la minaccia di incriminazione deriva dal fatto che la Banca centrale fissa i tassi di interesse in base ai dati economici, non alle preferenze del presidente Trump, che lo ha ripetutamente attaccato per non aver tagliato i tassi a sufficienza. L'inchiesta è stata avviata dalla procuratrice Jeanine Pirro, nominata da Trump, e ha suscitato allarme tra gli ex presidenti della Fed, che la definiscono un «attacco senza precedenti all'indipendenza» dell'istituzione. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha avvertito che l'indagine potrebbe creare «caos sui mercati», soprattutto con il mandato di Powell che scade a maggio.
A fronte delle richieste di tanti di affrontare argomenti che attanagliano la vita di tutti noi, carovita, problematiche dei giovani precari, eccetera, Lillo Massimiliano Musso nella diretta di martedì risponde che tutto questo discendono dalla stessa matrice, cioè la matassa va sbrogliata in alto, a livello globale, e finché questo non avviene i problemi saranno difficili da risolvere. Tornando alla cronaca geopolitica, riporta la notizia che le manifestazioni in Iran sono state sobillate dal Mossad, il servizio segreto israeliano, come è stato indicato anche dal governo iraniano. Manifestanti aizzati anche da Trump affinché continuino con le loro proteste promettendo loro che qualcuno li aiuterà. E noi, da no war, dovremmo stare dalla sua parte?
Mercoledì Aria Buona Channel ha citato un interessante articolo del Wall Street Journal nel quale si riporta che i rappresentanti dei Paesi Arabi, Arabia Saudita, Oman e Qatar stanno convincendo gli Stati Uniti a astenersi dagli attacchi all'Iran, temendo sconvolgimenti nel mercato petrolifero e instabilità regionale.
I Paesi arabi del Golfo Persico sono rimasti in gran parte silenti pubblicamente mentre le proteste si diffondono nella vicina Repubblica Islamica, e le organizzazioni per i diritti umani hanno dichiarato che migliaia di persone sono morte a causa della repressione del regime.
Ma dietro le quinte, l'Arabia Saudita, l'Oman e il Qatar stanno informando la Casa Bianca che un tentativo di rovesciare il regime iraniano sconvolgerà i mercati petroliferi e alla fine danneggerà l'economia statunitense. Temono soprattutto le conseguenze negative a livello interno.
L'amministrazione Trump non ha specificato quali azioni militari sta pianificando contro l'Iran, ma ha dichiarato che un attacco è più probabile che no, hanno riferito i funzionari.
Un portavoce della Casa Bianca ha dichiarato che il presidente Trump ha tutte le opzioni per risolvere la situazione in Iran. "Il presidente ascolta molte opinioni su qualsiasi questione, ma alla fine prende la decisione che ritiene migliore", ha detto il funzionario.
Martedì Trump si è rivolto direttamente ai manifestanti iraniani, esortandoli a sfidare i tentativi del regime di reprimere le loro dimostrazioni e chiedendo loro di prendere il controllo delle istituzioni statali. "Aiuto in arrivo", ha scritto sulla sua piattaforma Truth Social.
I Paesi arabi temono che gli attacchi all'Iran potrebbero interrompere il passaggio delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, una rotta marittima stretta all'imbocco del Golfo Persico che separa l'Iran dai suoi vicini arabi e attraverso la quale passa circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio.
"I funzionari sauditi hanno assicurato a Teheran che non interferiranno in un potenziale conflitto e non permetteranno agli Stati Uniti di utilizzare il loro spazio aereo per gli attacchi, per prendere le distanze e prevenire le azioni statunitensi", osserva il giornale.
Secondo i funzionari americani, Trump non ha ancora preso una decisione definitiva sulle azioni contro l'Iran e si sta incontrando con i suoi assistenti per definire il suo approccio. Le opzioni potrebbero includere ordini di attacchi militari contro gli obiettivi del regime o attacchi informatici, l'approvazione di nuove sanzioni e l'espansione degli account online anti-regime.
Come vi ho anticipato la settimana scorsa, anche questa settimana iniziamo una nuova rubrica dal titolo “Spunti di riflessione” che sostituirà le Pillole. E la prima a presentarci un suo spunto di riflessione è Eleonora Pagoaga
Su Aria Buona Channel è stata pubblicata la notizia che il governo britannico ha abbandonato il progetto di obbligare i lavoratori a registrarsi a un nuovo sistema di identificazione digitale per dimostrare il loro diritto a lavorare nel Regno Unito.
I ministri laburisti affermano invece che i controlli esistenti, che utilizzano documenti come i passaporti biometrici, saranno completamente online entro il 2029.
Questa inversione di tendenza è solo l'ultima di una serie di inversioni a U avvenute nelle ultime settimane, tra cui l'imposta di successione per i terreni agricoli e le imposte sulle attività commerciali per i pub.
La leader conservatrice Kemi Badenoch ha affermato che ciò dimostra che Sir Keir Starmer era "disorientato" e non mostrava "alcun senso dell'orientamento".
Venerdì il Segretario Generale di Forza del Popolo Lillo Massimiliano Musso in una sua diretta su Telegram commenta le posizioni di Andrea Colombini e di quelli che lo seguono senza spirito critico. Le proposte di ricevere finanziamenti da parte di personaggi non meglio identificati portate dall’ex presidente, non potevano essere ricevute da Forza del Popolo e quindi, con azioni più o meno nascoste si è tentato di rimuovere il Segretario Generale, sostituendolo con qualcuno più accondiscendente. Ma questa azione fortunatamente, grazie anche alla coesione del Partito, non è andata in porto. Nella medesima diretta Lillo Musso ha esaminato gli avvenimenti geopolitici attualmente in atto, con riferimento al Venezuela e all’Iran.
Il senatore repubblicano del Kentucky Rand Paul ha dichiarato di essere irritato dall'amministrazione Trump per non aver processato il dottor Anthony Fauci.
Paul ha affermato di aver inviato segnalazioni penali per Fauci all'ex procuratore generale Merrick Garland sotto l'ex presidente Joe Biden, affermando di avere prove che Fauci ha mentito al Congresso, il che è un reato.
"L'ho riassunto di nuovo in un deferimento penale al procuratore generale di Trump, e ancora non ho ottenuto alcun provvedimento", ha detto Paul durante una puntata del podcast di Joe Rogan. "Dovrebbero portarlo in tribunale".
Riportiamo una notizia tratta da Aria Buona Channel: I residenti della capitale della Groenlandia, Nuuk, sono scesi in strada sabato contro i piani degli Stati Uniti riguardo all'isola.
I partecipanti hanno scandito slogan chiedendo agli Stati Uniti di rinunciare alle loro iniziative, che considerano una minaccia alla sovranità della Groenlandia.
Tra i protestanti erano presenti importanti politici, tra cui il Primo Ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen.
"Oggi, molti hanno scelto di trascorrere il sabato manifestando a sostegno della Groenlandia. Le bandiere groenlandese e danese sono una accanto all'altra. È meraviglioso vederlo", ha scritto il Primo Ministro danese su Instagram.
Prima di concludere vi presento un altro appuntamento, iniziato già dalla scorsa puntata, con la voce del Segretario Generale Lillo Massimiliano Musso che continua a spiegare i punti del Manifesto. Vi rimando sempre alla lettura integrale del documento, presente sul sito forzadelpopolo.org nella sezione documenti.
Dandovi quindi appuntamento alla prossima settimana per il consueto Punto e Virgola, ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione e tutti voi per l’ascolto di questa puntata, ricordandovi che La nostra coerenza e l’incoerenza degli altri ci porteranno ad un sicuro successo.

Monday Jan 12, 2026
Monday Jan 12, 2026
Salve a tutti e benvenuti al Punto e Virgola del 12 gennaio 2026.
Considerata la situazione che si è venuta a creare in questi primi giorni dell’anno, il Punto e Virgola verrà modificato nella sua forma ma non nei suoi principi, con nuovi interventi da parte di collaboratori che man mano vi faremo conoscere. La settimana scorsa abbiamo avuto il piacere di ospitare Pino Paolone, che da vice presidente di Forza del Popolo, vista la fuoriuscita di Andrea Colombini, lo ha sostituito in attesa del congresso di Catania del 31 gennaio, durante il quale dovrà essere confermato alla carica di Presidente. Pino Paolone avrà uno spazio ricorrente nel Punto e Virgola, con suoi contributi che abbiamo chiamato: “Il commento di Pino Giuseppe Paolone”. Questa settimana iniziamo una nuova rubrica dal titolo “Voci dal Mondo” durante la quale avremo l’intervento di Anna Cotugno, dal Regno Unito che ringrazio fin d’ora. Nelle prossime settimane vi aggiornerò sulle altre novità.
Lunedì la vice-presidente del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha chiesto il ritorno di Maduro, definendolo l'unico presidente del Paese, in un discorso trasmesso dalla tv di Stato. La Rodriguez ha affermato che gli Stati Uniti “hanno lanciato un'aggressione militare senza precedenti che costituisce una terribile macchia per lo sviluppo delle relazioni bilaterali”.
Il 6 gennaio, martedì, giorno dell’Epifania, proseguono le dirette del Segretario Generale di Forza del Popolo, Lillo Massimiliano Musso, chiarificatrici su quanto accaduto tra l’ex presidente Andrea Colombini e Forza del Popolo. L’allontanamento delle idee e dei comportamenti di Andrea Colombini dai principi fondanti del Partito sono sempre più chiare, man mano che il Segretario Generale svela dettagli di questa situazione che sicuramente non è piacevole per nessuno.
Mercoledì arriva la notizia che è caduta l'accusa di narcotraffico per Maduro, mentre mai è stata rivolta accusa di traffico di esseri umani.
Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha riformulato l'atto d'accusa dopo l'arresto, eliminando quasi del tutto il riferimento al Cartello dei Soles come organizzazione criminale strutturata autonoma. Questa mossa rappresenta una retromarcia rispetto alle narrative precedenti promosse dall'amministrazione Trump, che aveva designato il "Cartello" come entità terroristica nel 2025. Analisti e fonti giudiziarie notano che dimostrare l'esistenza del Cartello e il ruolo diretto di Maduro rimane complesso, con prove basate su un sistema di corruzione e patronato piuttosto che su una struttura organizzata. Né la DEA né l'ONU hanno mai riconosciuto ufficialmente il Cartello come tale, e questa revisione rafforza le critiche sulla solidità dell'impianto accusatorio.
Come vi ho anticipato all’inizio di questa puntata, questa settimana iniziamo una nuova rubrica dal titolo “Voci dal Mondo”. Dal Regno Unito Anna Cotugno
Giovedì leggiamo che la presidente incaricata del Venezuela, Delcy Rodríguez ha ordinato l’arresto immediato del Maggior Generale Javier Marcano Tábata, capo della Guardia d’Onore Presidenziale e direttore della Direzione Generale del Controspionaggio Militare venezuelano. L’alto ufficiale è ora indicato come l’architetto del tradimento che ha permesso il sequestro del presidente Maduro lo scorso 3 gennaio.
L’arresto di Marcano Tábata è avvenuto nelle ultime ore dopo una notte piuttosto caotica nel Palazzo Legislativo Federale e a Miraflores, sede quest’ultima della Presidenza.
Quella che le prime versioni ufficiali avevano definito come una risposta a “droni intrusi” è stato, in realtà, una operazione per neutralizzare il potente Generale.
Il generale Marcano Tábata è stato collegato direttamente all’operazione statunitense per aver disattivato i protocolli di difesa aerea nella notte di sabato sulla caserma di Fuerte Tiuna ossia il luogo dove stavano dormendo Maduro e la moglie e dove sono stati sequestrati dalle forze speciali statunitensi.
Le indagini della nuova amministrazione venezuelana indicano comunicazioni cifrate tra il Generale e agenzie di intelligence straniere nelle settimane precedenti al 3 gennaio.
Il generale Marcano Tábata viene accusato di aver consegnato agli USA le coordinate esatte e i punti ciechi dell’anello di sicurezza cubano-venezuelano, di aver permesso a forze irregolari di attaccare il Legislativo per creare una cortina di fumo mentre venivano negoziate le epurazioni interne.
Si segnalano arresti di massa di ufficiali dei servizi segreti che rispondevano a Marcano.
La Presidente Delcy Rodríguez ha mobilitato unità della Milizia popolare e collettivi chavisti leali per circondare Miraflores, non ricorrendo all’Esercito regolare.
La Presidente incaricata della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha decretato sette giorni di lutto nazionale in omaggio ai militari e ai civili morti nella difesa della sovranità venezuelana e del presidente Nicolás Maduro, durante l’aggressione perpetrata dagli Stati Uniti lo scorso sabato 3 gennaio.
La mandataria ha ribadito l’impegno del Governo Bolivariano per la pace, la sovranità nazionale e per la liberazione del presidente Maduro e della moglie Cilia Flores, sequestrati dai commandos delle forze speciali dell’esercito statunitense."
Domenica il Segretario Generale di Forza del Popolo Lillo Massimiliano Musso ha pubblicato un audio con il titolo Fine della disputa. Facendo riferimento ad una sua intervista pubblicata sul sito ufficiale forzadelpopolo.org, nella quale spiega le motivazioni della diatriba con l’ex presidente del Partito Andrea Colombini, dichiara che considera conclusa la questione, a meno che non ci siano reazioni da parte di Colombini che possano giustificare i suoi comportamenti e/o contestare la veridicità di quanto dichiarato nei suoi confronti.
Prima di concludere vi presento un altro appuntamento. In questi giorni si è parlato tanto del Manifesto di Forza del Popolo e, per i più distratti o pigri, in ogni puntata del Punto e Virgola vi proporrò la voce del Segretario Generale Lillo Massimiliano Musso che spiegherà i punti del Manifesto. Ovviamente vi rimando sempre alla lettura integrale del documento, presente sul sito forzadelpopolo.org nella sezione documenti.
Dandovi quindi appuntamento alla prossima settimana per il consueto Punto e Virgola, ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione e tutti voi per l’ascolto di questa puntata, ricordandovi che La nostra coerenza e l’incoerenza degli altri ci porteranno ad un sicuro successo.

Monday Jan 12, 2026
Monday Jan 12, 2026
Spread Love Italia del 11 gennaio 2026.
Fine della disputa. Musso chiude la partita definitivamente con Colombini.
Clamorose rivelazione di Lillo Massimiliano Musso, che racconta fatti gravi su cui Andrea Colombini non sta replicando.
https://www.forzadelpopolo.org/andrea-colombini-non-e-piu-presidente-di-forza-del-popolo/

Monday Jan 05, 2026
Monday Jan 05, 2026
Salve a tutti e benvenuti al Punto e Virgola del 5 gennaio 2026.
Vi confesso che questa prima puntata del 2026 del Punto e Virgola sia per me la più difficile da quando abbiamo iniziato nel maggio del 2024. Però gli avvenimenti degli ultimi giorni che hanno portato alle dimissioni del Presidente Andrea Colombini, ritengo meritino una profonda riflessione e la ricostruzione puntuale dei fatti, tipica di questo format, con i limiti umani che ci debbono sempre essere riconosciuti, ma sempre con onestà intellettuale.
Riepilogo gli avvenimenti:
- Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annuncia la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro durante un'operazione militare della Delta Force a Caracas, avvenuta tra il 2 e il 3 gennaio 2026, con il tradimento e la complicità della Guardia del Presidente Maduro, e ha dichiarato che gli Stati Uniti governeranno temporaneamente il Venezuela fino a una "transizione sicura". Maduro, insieme alla moglie Cilia Flores, è stato portato a New York e trasferito nel carcere federale di Brooklyn, noto per ospitare detenuti di alto profilo. L'operazione, battezzata “Determinazione Assoluta”, è stata descritta da Trump come un'azione di forza senza precedenti dalla Seconda guerra mondiale.
- Subito appaiono in rete i primi interventi a seguito dell’attacco americano, le cui testimonianze sono riportate sugli aggiornamenti costanti di Aria Buona Channel, e, tra le tante, la prima dichiarazione del Segretario Generale Lillo Massimiliano Musso, che il 3 gennaio ha dichiarato: L'aggressione degli USA al Venezuela contrasta il diritto internazionale e si fonda su pretesti. È aggredito un modello di civiltà. Il bottino sono le materie prime. Qui si gioca la credibilità di ognuno. Non c'è ceffo che possa pretendere di soggiogare tutti. Non ci riuscí un baffetto, non ci riuscirà un ciuffo.
- Nel pomeriggio di domenica 4, il Segretario Generale Lillo Massimiliano Musso pubblica il seguente post sul Canale Ufficiale di Forza del Popolo:
“Noi di Forza del Popolo seguiamo le vicende internazionali in tempo reale. Alcuni di noi seguono le vicende venezuelane da decenni. Noi di Forza del Popolo abbiamo sempre sostenuto di non essere trumpiani e di essere amici di tutti e servi di nessuno. Per noi la legge di Gasperino il carbonaro vale per tutti, compreso Trump. Per noi, dai frutti si riconosce l'albero. Per noi non esiste dittatura migliore di un'altra. Per noi, Mattei e Moro furono eliminati dalla stessa logica che ha privato della libertà Maduro. Il Venezuela non è una centrale di terrorismo e non è crocevia di narcotraffico. Così come non è centro di scambio di bimbetti per le lobby pedosataniste. In Forza del Popolo l'analisi politica è seria e profonda e prescinde dall'orientamento personale dei singoli. Da noi valgono i fatti documentati e circostanziati. Da noi vige un sistema probatorio e non una presunzione assoluta di verità secondo chi la dice in quel momento. Per noi le fonti valgono più della narrazione. Con noi si ragiona, non si propagano notizie temerarie ed infondate per difendere un'idea astratta. Da noi i video costruiti con l'Intelligenza Artificiale non costituiscono prova di un bel nulla. Per Forza del Popolo è il comportamento che conta, non l'opinione. In violazione del diritto internazionale, quel diritto partorito dalle due grandi guerre del novecento, in sordina persino rispetto al suo Congresso, un Governo nazionale ha invaso uno Stato attraverso l'aiuto di complici in Venezuela, traditori del proprio popolo. Il primo atto dopo quello militare è consistito nell'acquisizione immediata del pieno controllo della riserva petrolifera più importante del mondo. A poche miglia dalle coste USA. Apertis verbis, Trump ha affrontato il tema del petrolio, rivendicando addirittura il risarcimento per il mancato guadagno negli ultimi decenni e parlando esplicitamente di furto dei venezuelani in danno degli statunitensi. E cosa i venezuelani avrebbero rubato agli Yankees? Il petrolio dei venezuelani. Avete capito bene, per Trump i venezuelani hanno rubato il proprio stesso petrolio agli "americani". Qui salta ogni logica. Si accomodino i lor signori sepolcri imbiancati a difendere l'Amministrazione Trump, perfettamente in linea con i precedenti Governi Dem, e instillare odio verso il Venezuela, colpevole di volere difendere e mantenere la propria indipendenza dalle potenze coloniali. Molti in queste ore vi state scatenando contro la parte sbagliata – prosegue Musso -, convinti che il liberatore d'Italia sarà chi vive da sempre nella frenesia di conquistare, in ogni modo, risultati propri. Anche il movimento MAGA ha capito il gioco di Trump e lo ha scaricato. In Italia i trumpiani si diano una regolata. Verrete ridicolizzati dalla realtà dei fatti, dalla storia, dai numeri, dalla verità. Vi resterà il più becero populismo a sostenere gli sforzi di fantasia con cui vi ostinerete a giustificare il delirio e lo farete in danno dell'Italia e degli italiani. Con l'operazione in Venezuela, Trump ha gettato la maschera e niente sarà più come prima. Rendetevene conto, con cautela. Perché in Forza del Popolo mai nessuno si è dichiarato trumpiano. Forza del Popolo si fonda su un manifesto politico, secondo cui Trump mai potrebbe essere considerato un nostro leader politico. Forza del Popolo prende posizione caso per caso e non rinuncerà mai a discostarsi da chicchessia. Chi difende Trump rema contro i veri interessi dell'Italia e degli italiani. La vostra egregora sarà ricordata come voto di sottomissione e come moto della vostra disfatta. Non siamo mai stati né lo saremo trumpiani: ci basta essere orgogliosamente, e irriducibilmente, italiani!”
- Sempre domenica, a pochi minuti dall’inizio dell’annunciata diretta proposta dal Segretario Generale Lillo Massimiliano Musso per le ore 17 con il titolo “Forza del Popolo non dimentica la storia e ne fa tesoro”, Andrea Colombini pubblica un annuncio sul suo canale Telegram sul quale dichiara che nella diretta serale avrebbe annunciato le sue dimissioni irrevocabili da Forza del Popolo.
- Poco prima della diretta sul canale Telegram, viene postato, in risposta alle annunciate dimissioni, il seguente testo:
“Scosse di assestamento in corso. Forza del Popolo non è mai stato il partito di Trump in Italia. Ve lo abbiamo detto in tutti i modi. Nelle dirette, nei congressi, nei raduni. In tutte le lingue. Forza del Popolo è il partito degli Irriducibili e non cerca allori. Unico interesse di Forza del Popolo? L'interesse degli italiani. Così è stato e così sarà, con o senza Andrea Colombini, che ha deciso liberamente di essere fagocitato nella magmatica narrazione MAGA, caduta negli USA ma ancora in piedi, per poco, in Italia. Piazzisti d'oro come Landi e di criptovalute come Hardy non avranno la meglio su Forza del Popolo. Andrea Colombini è chiamato a schierarsi per l'interesse nazionale italiano. E se non crede che sia opportuno farlo, vuol dire che non ci ha mai creduto per davvero.”
- Nella lunga diretta sul canale ufficiale Telegram di Forza del Popolo, iniziata alle 17 di domenica e conclusasi poco dopo la mezzanotte, il Segretario Generale Lillo Musso ha spiegato la posizione del partito rispetto a quanto avvenuto in Venezuela. Durante la diretta ha ricordato a Colombini e a tutti coloro che hanno preso le parti di Trump senza se e senza ma, il ruolo degli Stati Uniti nella geopolitica internazionale nella storia e nell’era contemporanea. L’esortazione è stata di verificare quanto sta avvenendo, senza preconcetti o cieca fiducia nei comportamenti di chi fa solo gli interessi per sé e per la propria nazione. Sicuramente non per il popolo italiano o per quello venezuelano.
- A seguito della diretta fiume, nella notte tra il 4 e il 5 gennaio, il Segretario Generale di Forza del Popolo ha pubblicato un suo ulteriore intervento audio durante il quale disvela che in realtà la rottura con l’ormai ex presidente risale al settembre 2025, quando praticamente lo stesso Colombini accusò Musso di aver causato l’estromissione di Forza del Popolo e del candidato Carlo Giraldi dalla competizione elettorale regionale in Toscana.
Come è naturale che avvenga, anche in questa occasione si sono scatenati i commenti a favore di una o dell’altra posizione. Spiace soprattutto che a seguito di questa situazione Forza del Popolo possa perdere forze vitali, e mi auguro che molti prendano una propria posizione analizzando i fatti e non lasciandosi trascinare dalle simpatie di questo o quell’altro. Chi vi parla, che si è sempre dichiarato grato ad Andrea Colombini, per quanto ha dato durante la pseudo-pandemia, ritenendo che i principi di Forza del Popolo siano superiori ad ogni singola posizione dei suoi appartenenti, non ritiene di doversi schierare a favore o contro, ma, esortando tutti a esaminare sempre con prudenza i fatti che avvengono intorno a noi, prosegue con il suo impegno che ha quale obiettivo la notazione degli eventi che si susseguono per il raggiungimento dell’avvento di una politica pulita e nuova.
Dandovi quindi appuntamento alla prossima settimana per il consueto Punto e Virgola, ringrazio tutti voi per l’ascolto di questa puntata particolare ma forse una delle più importanti nella storia del Punto e Virgola, ricordandovi ancora una volta che La nostra coerenza e l’incoerenza degli altri ci porteranno ad un sicuro successo.

Monday Dec 29, 2025
Monday Dec 29, 2025
Salve a tutti e benvenuti al Punto e Virgola del 29 dicembre 2025.
Nel giorno del compleanno di Giacomo Puccini, lunedì Andrea Colombini festeggia colui che ha segnato la sua vita e quella della sua famiglia, così come gli avvenimenti degli ultimi quasi sei anni e il suo esempio, le sue parole, hanno segnato la vita di tanti di noi. E il fatto di aver contribuito a far emergere la consapevolezza in tanti di noi, lo rende giustamente molto orgoglioso e noi gliene diamo atto.
Martedì su Becciolini Network, Stefano Becciolini ha intervistato il Segretario Generale di Forza del Popolo Lillo Massimiliano Musso. L’argomento di questa puntata è stata la falsa narrazione della guerra facendola diventare un conflitto normale e inevitabile. E’ stato ricordato che la nostra Costituzione ripudia la guerra considerato anche che la guerra in Ucraina non rientra neanche nelle regole e nei trattati internazionali in quanto l’Ucraina appunto non fa parte dell’Europa né tanto meno della Nato. Durante la trasmissione Lillo Musso ha letto l’appello alle mamme dal titolo Pace e Abbracci che anche qui riporteremo a breve. La registrazione della trasmissione è disponibile sul canale Becciolini Network su Youtube.
Martedì sul canale ufficiale Telegram di Forza del Popolo è stato riportato un intervento del Segretario Generale Lillo Massimiliano Musso sul pericolo dell’invio alla guerra dei nostri giovani figli. Riporto le sue condivisibili parole:
“La retorica della mamma si fonda sul dato naturale dell’origine della vita, della tutela di chi più è indifeso, della dedizione alla più grande causa dell’esistenza, quella di proteggere, custodire e alimentare, fino all’estremo sacrificio di sé, chi non ha voce, non vede, non può farcela da solo.
Soffiano venti di guerra pronti a tradursi in tempesta. Mamme, non mandate i vostri figli in guerra! Opponetevi sin d’ora. Spiegate ai vostri figli che la guerra non è una soluzione, ma è il problema. Diffondete nelle vostre case la mentalità per cui a tutto c’è una soluzione, che c’è sempre un altro modo per risolvere le controversie, come in famiglia anche tra le nazioni.
Per il presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron: «Inviare truppe Nato in Ucraina non è da escludere». Per Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, la «Guerra è alle porte e servono più armi», per questo «l’Europa deve spendere di più per la difesa, dando priorità agli appalti congiunti», «Proprio come abbiamo fatto con i vaccini o con il gas naturale». Per Guido Crosetto, Ministro della Difesa italiano, sulle armi all’Ucraina: «aumenteremo la produzione in Europa» e per Giorgia Meloni, capo del Governo italiano: «A chi dice «fermatevi» sulle armi all’Ucraina rispondo: ditelo a Putin».
Queste dichiarazioni non possono trovarci indifferenti. I vostri figli, i nostri figli, vanno protetti da governanti ostili al benessere e alla pace tra i popoli. Pertanto, in qualità di segretario generale di Forza del Popolo, invito voi mamme a ribellarvi alla narrativa unica della guerra e ad abbracciare i vostri figli con tenerezza e spirito di protezione. Non tenete sermoni in famiglia, abbracciateli teneramente. Siate mamme! Trasmettete con un abbraccio ai vostri figli il più grande combustibile che muove gli uomini e le donne di buona volontà: l’amore.”
Mercoledì Andrea Colombini commenta la notizia che Mark Rubio, segretario di Stato degli Stati Uniti d'America ha dichiarato che non avrebbe più dato il visto ai membri della commissione europea e ai componenti del governo del Regno Unito per l’ingresso negli Stati Uniti. Secondo Colombini si tratta di una vera dichiarazione di guerra, non combattuta, ma che ha il significato che da quelle parti non tollerano più i politici europei che continuano a fomentare i propri popoli per sostenere le vere guerre combattute, in contrapposizione a quanto Trump e i suoi stanno facendo per evitarle.
Sabato su Aria Buona Channel leggiamo e riportiamo un interessante commento sulla sentenza 199 del 23 dicembre della Corte Costituzionale. Con la sentenza n. 199 del 23 dicembre 2025, la Corte Costituzionale non ha semplicemente rigettato un ricorso, ha firmato l'abdicazione del Diritto in favore di un’inquietante "Scienza del momento". Nel dichiarare legittime le compressioni delle libertà fondamentali, la Consulta ha sancito un principio devastante: se una scelta politica è supportata dalle evidenze scientifiche disponibili in quel preciso istante storico, allora è costituzionalmente valida. Poco importa se quelle evidenze siano parziali, contestate o, col senno di poi, fallaci. Ciò che conta è il timbro dell'esperto di turno.
È un ragionamento che fa correre un brivido lungo la schiena di chiunque abbia memoria storica. Se accettiamo l'assioma per cui "ogni scelta è legittima in virtù delle conoscenze scientifiche del tempo", allora dobbiamo avere il coraggio intellettuale e morale di guardare nello specchio oscuro della nostra storia e ammettere l'inconfessabile: con questo metro di giudizio, anche le Leggi Razziali del 1938 erano legittime. Sembra un'iperbole? Un'eresia? Non lo è. È la rigorosa applicazione della logica giuridica appena sdoganata dai giudici delle leggi. Quando vennero promulgate le vergognose leggi razziali, non lo si fece appellandosi alla superstizione o al capriccio di un tiranno solitario; lo si fece brandendo la "Scienza", con il supporto accademico, con i dati, con la "verità del momento". Il 14 luglio 1938, sui giornali appariva il "Manifesto degli scienziati razzisti". Non era un volantino di fanatici, ma un documento firmato da dieci cattedratici italiani, supportato dal gotha della medicina, dell'antropologia e della demografia dell'epoca.
Se la Corte Costituzionale odierna avesse dovuto giudicare quelle norme nel 1939 applicando il criterio della sentenza 199/2025, avrebbe dovuto dire: "Le leggi sono legittime perché si fondano sulle evidenze scientifiche disponibili al momento dell'entrata in vigore della norma". Ecco l'orrore logico in cui siamo precipitati con questa sentenza.
La Costituzione è nata esattamente per impedire questo. È nata sulle macerie di quel totalitarismo "scientifico" per dire che esistono diritti inviolabili che nessuna scienza, nessuna emergenza e nessuna maggioranza di esperti possono toccare. La dignità dell'uomo non dipende dai risultati di laboratorio. La libertà personale non è una concessione revocabile in attesa di validazione peer-reviewed. Legando la legittimità costituzionale alla mutevole "scienza del momento", la Consulta ha trasformato la Costituzione da scudo di roccia a banderuola al vento. Ha stabilito che i diritti non sono più intrinseci all'essere umano, ma sono subordinati allo stato dell'arte della tecnica. Se domani la scienza dominante (o quella selezionata dal potere politico) decretasse che per il "bene collettivo" è necessario sopprimere, segregare o silenziare una categoria di cittadini, quale appiglio giuridico ci rimarrebbe, se la Corte stessa ci dice che la Scienza è fonte di legittimità suprema? La sentenza 199/2025 segna il passaggio dallo Stato di Diritto allo Stato di Scienza, dove il cittadino diventa suddito del dato statistico. La Corte doveva essere il guardiano che dice "No, qui non si passa", anche se tutti gli scienziati del mondo dicono di passare. Invece, si è ridotta a fare il notaio del potere tecnico, dimenticando che la scienza cambia e si corregge, mentre le ferite inferte alla libertà restano per sempre.
Dandovi quindi appuntamento alla prossima settimana per il consueto Punto e Virgola, ringrazio Daniela Pavino ed Eleonora Pagoaga, vi saluto e vi ringrazio per l’ascolto ricordandovi che La nostra coerenza e l’incoerenza degli altri ci porteranno ad un sicuro successo

