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Saturday Jan 24, 2026
USA e OMS, cosa c’è di vero nell’uscita di Trump dall’OMS?
Saturday Jan 24, 2026
Saturday Jan 24, 2026
USA e OMS, cosa c’è di vero nell’uscita di Trump dall’OMS?

Monday Jan 19, 2026
Monday Jan 19, 2026
Salve a tutti e benvenuti al Punto e Virgola del 19 gennaio 2026.
Nella diretta di lunedì, sul canale ufficiale Telegram di Forza del Popolo, il Segretario Generale di Forza del Popolo Lillo Massimiliano Musso, ammette la difficoltà di capire esattamente cosa sta succedendo nel mondo, e dichiara che bisogna attenersi ai fatti. Come il lancio del missile Oreshnik da parte di Putin, un missile di nuova generazione che ha quali caratteristiche, oltre a poter portare testate nucleari, quella di poter superare barriere di difesa e di poter contenere ulteriori missili che possono essere lanciati in direzioni diverse. E questo sarebbe il silenzio di Putin su quanto sta combinando Trump? Quale migliore ambasciatore di questo missile?
Su Aria Buona Channel leggiamo che Jerome Powell, governatore della Federal Reserve, è al centro di un'indagine penale avviata dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, formalmente riguardante la ristrutturazione da 2,5 miliardi di dollari della sede centrale della Fed a Washington D.C. L'indagine, confermata da Powell stesso, verte sulle dichiarazioni rese al Congresso, con l'accusa di aver fornito informazioni fuorvianti riguardo ai costi del progetto, che secondo alcune fonti sarebbero saliti a 3,1 miliardi di dollari.
Powell ha definito l'indagine un «pretesto politico» e un tentativo di intimidire la Fed per colpire la sua indipendenza. Ha sottolineato che la minaccia di incriminazione deriva dal fatto che la Banca centrale fissa i tassi di interesse in base ai dati economici, non alle preferenze del presidente Trump, che lo ha ripetutamente attaccato per non aver tagliato i tassi a sufficienza. L'inchiesta è stata avviata dalla procuratrice Jeanine Pirro, nominata da Trump, e ha suscitato allarme tra gli ex presidenti della Fed, che la definiscono un «attacco senza precedenti all'indipendenza» dell'istituzione. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha avvertito che l'indagine potrebbe creare «caos sui mercati», soprattutto con il mandato di Powell che scade a maggio.
A fronte delle richieste di tanti di affrontare argomenti che attanagliano la vita di tutti noi, carovita, problematiche dei giovani precari, eccetera, Lillo Massimiliano Musso nella diretta di martedì risponde che tutto questo discendono dalla stessa matrice, cioè la matassa va sbrogliata in alto, a livello globale, e finché questo non avviene i problemi saranno difficili da risolvere. Tornando alla cronaca geopolitica, riporta la notizia che le manifestazioni in Iran sono state sobillate dal Mossad, il servizio segreto israeliano, come è stato indicato anche dal governo iraniano. Manifestanti aizzati anche da Trump affinché continuino con le loro proteste promettendo loro che qualcuno li aiuterà. E noi, da no war, dovremmo stare dalla sua parte?
Mercoledì Aria Buona Channel ha citato un interessante articolo del Wall Street Journal nel quale si riporta che i rappresentanti dei Paesi Arabi, Arabia Saudita, Oman e Qatar stanno convincendo gli Stati Uniti a astenersi dagli attacchi all'Iran, temendo sconvolgimenti nel mercato petrolifero e instabilità regionale.
I Paesi arabi del Golfo Persico sono rimasti in gran parte silenti pubblicamente mentre le proteste si diffondono nella vicina Repubblica Islamica, e le organizzazioni per i diritti umani hanno dichiarato che migliaia di persone sono morte a causa della repressione del regime.
Ma dietro le quinte, l'Arabia Saudita, l'Oman e il Qatar stanno informando la Casa Bianca che un tentativo di rovesciare il regime iraniano sconvolgerà i mercati petroliferi e alla fine danneggerà l'economia statunitense. Temono soprattutto le conseguenze negative a livello interno.
L'amministrazione Trump non ha specificato quali azioni militari sta pianificando contro l'Iran, ma ha dichiarato che un attacco è più probabile che no, hanno riferito i funzionari.
Un portavoce della Casa Bianca ha dichiarato che il presidente Trump ha tutte le opzioni per risolvere la situazione in Iran. "Il presidente ascolta molte opinioni su qualsiasi questione, ma alla fine prende la decisione che ritiene migliore", ha detto il funzionario.
Martedì Trump si è rivolto direttamente ai manifestanti iraniani, esortandoli a sfidare i tentativi del regime di reprimere le loro dimostrazioni e chiedendo loro di prendere il controllo delle istituzioni statali. "Aiuto in arrivo", ha scritto sulla sua piattaforma Truth Social.
I Paesi arabi temono che gli attacchi all'Iran potrebbero interrompere il passaggio delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, una rotta marittima stretta all'imbocco del Golfo Persico che separa l'Iran dai suoi vicini arabi e attraverso la quale passa circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio.
"I funzionari sauditi hanno assicurato a Teheran che non interferiranno in un potenziale conflitto e non permetteranno agli Stati Uniti di utilizzare il loro spazio aereo per gli attacchi, per prendere le distanze e prevenire le azioni statunitensi", osserva il giornale.
Secondo i funzionari americani, Trump non ha ancora preso una decisione definitiva sulle azioni contro l'Iran e si sta incontrando con i suoi assistenti per definire il suo approccio. Le opzioni potrebbero includere ordini di attacchi militari contro gli obiettivi del regime o attacchi informatici, l'approvazione di nuove sanzioni e l'espansione degli account online anti-regime.
Come vi ho anticipato la settimana scorsa, anche questa settimana iniziamo una nuova rubrica dal titolo “Spunti di riflessione” che sostituirà le Pillole. E la prima a presentarci un suo spunto di riflessione è Eleonora Pagoaga
Su Aria Buona Channel è stata pubblicata la notizia che il governo britannico ha abbandonato il progetto di obbligare i lavoratori a registrarsi a un nuovo sistema di identificazione digitale per dimostrare il loro diritto a lavorare nel Regno Unito.
I ministri laburisti affermano invece che i controlli esistenti, che utilizzano documenti come i passaporti biometrici, saranno completamente online entro il 2029.
Questa inversione di tendenza è solo l'ultima di una serie di inversioni a U avvenute nelle ultime settimane, tra cui l'imposta di successione per i terreni agricoli e le imposte sulle attività commerciali per i pub.
La leader conservatrice Kemi Badenoch ha affermato che ciò dimostra che Sir Keir Starmer era "disorientato" e non mostrava "alcun senso dell'orientamento".
Venerdì il Segretario Generale di Forza del Popolo Lillo Massimiliano Musso in una sua diretta su Telegram commenta le posizioni di Andrea Colombini e di quelli che lo seguono senza spirito critico. Le proposte di ricevere finanziamenti da parte di personaggi non meglio identificati portate dall’ex presidente, non potevano essere ricevute da Forza del Popolo e quindi, con azioni più o meno nascoste si è tentato di rimuovere il Segretario Generale, sostituendolo con qualcuno più accondiscendente. Ma questa azione fortunatamente, grazie anche alla coesione del Partito, non è andata in porto. Nella medesima diretta Lillo Musso ha esaminato gli avvenimenti geopolitici attualmente in atto, con riferimento al Venezuela e all’Iran.
Il senatore repubblicano del Kentucky Rand Paul ha dichiarato di essere irritato dall'amministrazione Trump per non aver processato il dottor Anthony Fauci.
Paul ha affermato di aver inviato segnalazioni penali per Fauci all'ex procuratore generale Merrick Garland sotto l'ex presidente Joe Biden, affermando di avere prove che Fauci ha mentito al Congresso, il che è un reato.
"L'ho riassunto di nuovo in un deferimento penale al procuratore generale di Trump, e ancora non ho ottenuto alcun provvedimento", ha detto Paul durante una puntata del podcast di Joe Rogan. "Dovrebbero portarlo in tribunale".
Riportiamo una notizia tratta da Aria Buona Channel: I residenti della capitale della Groenlandia, Nuuk, sono scesi in strada sabato contro i piani degli Stati Uniti riguardo all'isola.
I partecipanti hanno scandito slogan chiedendo agli Stati Uniti di rinunciare alle loro iniziative, che considerano una minaccia alla sovranità della Groenlandia.
Tra i protestanti erano presenti importanti politici, tra cui il Primo Ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen.
"Oggi, molti hanno scelto di trascorrere il sabato manifestando a sostegno della Groenlandia. Le bandiere groenlandese e danese sono una accanto all'altra. È meraviglioso vederlo", ha scritto il Primo Ministro danese su Instagram.
Prima di concludere vi presento un altro appuntamento, iniziato già dalla scorsa puntata, con la voce del Segretario Generale Lillo Massimiliano Musso che continua a spiegare i punti del Manifesto. Vi rimando sempre alla lettura integrale del documento, presente sul sito forzadelpopolo.org nella sezione documenti.
Dandovi quindi appuntamento alla prossima settimana per il consueto Punto e Virgola, ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione e tutti voi per l’ascolto di questa puntata, ricordandovi che La nostra coerenza e l’incoerenza degli altri ci porteranno ad un sicuro successo.

Monday Jan 12, 2026
Monday Jan 12, 2026
Salve a tutti e benvenuti al Punto e Virgola del 12 gennaio 2026.
Considerata la situazione che si è venuta a creare in questi primi giorni dell’anno, il Punto e Virgola verrà modificato nella sua forma ma non nei suoi principi, con nuovi interventi da parte di collaboratori che man mano vi faremo conoscere. La settimana scorsa abbiamo avuto il piacere di ospitare Pino Paolone, che da vice presidente di Forza del Popolo, vista la fuoriuscita di Andrea Colombini, lo ha sostituito in attesa del congresso di Catania del 31 gennaio, durante il quale dovrà essere confermato alla carica di Presidente. Pino Paolone avrà uno spazio ricorrente nel Punto e Virgola, con suoi contributi che abbiamo chiamato: “Il commento di Pino Giuseppe Paolone”. Questa settimana iniziamo una nuova rubrica dal titolo “Voci dal Mondo” durante la quale avremo l’intervento di Anna Cotugno, dal Regno Unito che ringrazio fin d’ora. Nelle prossime settimane vi aggiornerò sulle altre novità.
Lunedì la vice-presidente del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha chiesto il ritorno di Maduro, definendolo l'unico presidente del Paese, in un discorso trasmesso dalla tv di Stato. La Rodriguez ha affermato che gli Stati Uniti “hanno lanciato un'aggressione militare senza precedenti che costituisce una terribile macchia per lo sviluppo delle relazioni bilaterali”.
Il 6 gennaio, martedì, giorno dell’Epifania, proseguono le dirette del Segretario Generale di Forza del Popolo, Lillo Massimiliano Musso, chiarificatrici su quanto accaduto tra l’ex presidente Andrea Colombini e Forza del Popolo. L’allontanamento delle idee e dei comportamenti di Andrea Colombini dai principi fondanti del Partito sono sempre più chiare, man mano che il Segretario Generale svela dettagli di questa situazione che sicuramente non è piacevole per nessuno.
Mercoledì arriva la notizia che è caduta l'accusa di narcotraffico per Maduro, mentre mai è stata rivolta accusa di traffico di esseri umani.
Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha riformulato l'atto d'accusa dopo l'arresto, eliminando quasi del tutto il riferimento al Cartello dei Soles come organizzazione criminale strutturata autonoma. Questa mossa rappresenta una retromarcia rispetto alle narrative precedenti promosse dall'amministrazione Trump, che aveva designato il "Cartello" come entità terroristica nel 2025. Analisti e fonti giudiziarie notano che dimostrare l'esistenza del Cartello e il ruolo diretto di Maduro rimane complesso, con prove basate su un sistema di corruzione e patronato piuttosto che su una struttura organizzata. Né la DEA né l'ONU hanno mai riconosciuto ufficialmente il Cartello come tale, e questa revisione rafforza le critiche sulla solidità dell'impianto accusatorio.
Come vi ho anticipato all’inizio di questa puntata, questa settimana iniziamo una nuova rubrica dal titolo “Voci dal Mondo”. Dal Regno Unito Anna Cotugno
Giovedì leggiamo che la presidente incaricata del Venezuela, Delcy Rodríguez ha ordinato l’arresto immediato del Maggior Generale Javier Marcano Tábata, capo della Guardia d’Onore Presidenziale e direttore della Direzione Generale del Controspionaggio Militare venezuelano. L’alto ufficiale è ora indicato come l’architetto del tradimento che ha permesso il sequestro del presidente Maduro lo scorso 3 gennaio.
L’arresto di Marcano Tábata è avvenuto nelle ultime ore dopo una notte piuttosto caotica nel Palazzo Legislativo Federale e a Miraflores, sede quest’ultima della Presidenza.
Quella che le prime versioni ufficiali avevano definito come una risposta a “droni intrusi” è stato, in realtà, una operazione per neutralizzare il potente Generale.
Il generale Marcano Tábata è stato collegato direttamente all’operazione statunitense per aver disattivato i protocolli di difesa aerea nella notte di sabato sulla caserma di Fuerte Tiuna ossia il luogo dove stavano dormendo Maduro e la moglie e dove sono stati sequestrati dalle forze speciali statunitensi.
Le indagini della nuova amministrazione venezuelana indicano comunicazioni cifrate tra il Generale e agenzie di intelligence straniere nelle settimane precedenti al 3 gennaio.
Il generale Marcano Tábata viene accusato di aver consegnato agli USA le coordinate esatte e i punti ciechi dell’anello di sicurezza cubano-venezuelano, di aver permesso a forze irregolari di attaccare il Legislativo per creare una cortina di fumo mentre venivano negoziate le epurazioni interne.
Si segnalano arresti di massa di ufficiali dei servizi segreti che rispondevano a Marcano.
La Presidente Delcy Rodríguez ha mobilitato unità della Milizia popolare e collettivi chavisti leali per circondare Miraflores, non ricorrendo all’Esercito regolare.
La Presidente incaricata della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha decretato sette giorni di lutto nazionale in omaggio ai militari e ai civili morti nella difesa della sovranità venezuelana e del presidente Nicolás Maduro, durante l’aggressione perpetrata dagli Stati Uniti lo scorso sabato 3 gennaio.
La mandataria ha ribadito l’impegno del Governo Bolivariano per la pace, la sovranità nazionale e per la liberazione del presidente Maduro e della moglie Cilia Flores, sequestrati dai commandos delle forze speciali dell’esercito statunitense."
Domenica il Segretario Generale di Forza del Popolo Lillo Massimiliano Musso ha pubblicato un audio con il titolo Fine della disputa. Facendo riferimento ad una sua intervista pubblicata sul sito ufficiale forzadelpopolo.org, nella quale spiega le motivazioni della diatriba con l’ex presidente del Partito Andrea Colombini, dichiara che considera conclusa la questione, a meno che non ci siano reazioni da parte di Colombini che possano giustificare i suoi comportamenti e/o contestare la veridicità di quanto dichiarato nei suoi confronti.
Prima di concludere vi presento un altro appuntamento. In questi giorni si è parlato tanto del Manifesto di Forza del Popolo e, per i più distratti o pigri, in ogni puntata del Punto e Virgola vi proporrò la voce del Segretario Generale Lillo Massimiliano Musso che spiegherà i punti del Manifesto. Ovviamente vi rimando sempre alla lettura integrale del documento, presente sul sito forzadelpopolo.org nella sezione documenti.
Dandovi quindi appuntamento alla prossima settimana per il consueto Punto e Virgola, ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione e tutti voi per l’ascolto di questa puntata, ricordandovi che La nostra coerenza e l’incoerenza degli altri ci porteranno ad un sicuro successo.

Monday Jan 12, 2026
Monday Jan 12, 2026
Spread Love Italia del 11 gennaio 2026.
Fine della disputa. Musso chiude la partita definitivamente con Colombini.
Clamorose rivelazione di Lillo Massimiliano Musso, che racconta fatti gravi su cui Andrea Colombini non sta replicando.
https://www.forzadelpopolo.org/andrea-colombini-non-e-piu-presidente-di-forza-del-popolo/

Monday Jan 05, 2026
Monday Jan 05, 2026
Salve a tutti e benvenuti al Punto e Virgola del 5 gennaio 2026.
Vi confesso che questa prima puntata del 2026 del Punto e Virgola sia per me la più difficile da quando abbiamo iniziato nel maggio del 2024. Però gli avvenimenti degli ultimi giorni che hanno portato alle dimissioni del Presidente Andrea Colombini, ritengo meritino una profonda riflessione e la ricostruzione puntuale dei fatti, tipica di questo format, con i limiti umani che ci debbono sempre essere riconosciuti, ma sempre con onestà intellettuale.
Riepilogo gli avvenimenti:
- Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annuncia la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro durante un'operazione militare della Delta Force a Caracas, avvenuta tra il 2 e il 3 gennaio 2026, con il tradimento e la complicità della Guardia del Presidente Maduro, e ha dichiarato che gli Stati Uniti governeranno temporaneamente il Venezuela fino a una "transizione sicura". Maduro, insieme alla moglie Cilia Flores, è stato portato a New York e trasferito nel carcere federale di Brooklyn, noto per ospitare detenuti di alto profilo. L'operazione, battezzata “Determinazione Assoluta”, è stata descritta da Trump come un'azione di forza senza precedenti dalla Seconda guerra mondiale.
- Subito appaiono in rete i primi interventi a seguito dell’attacco americano, le cui testimonianze sono riportate sugli aggiornamenti costanti di Aria Buona Channel, e, tra le tante, la prima dichiarazione del Segretario Generale Lillo Massimiliano Musso, che il 3 gennaio ha dichiarato: L'aggressione degli USA al Venezuela contrasta il diritto internazionale e si fonda su pretesti. È aggredito un modello di civiltà. Il bottino sono le materie prime. Qui si gioca la credibilità di ognuno. Non c'è ceffo che possa pretendere di soggiogare tutti. Non ci riuscí un baffetto, non ci riuscirà un ciuffo.
- Nel pomeriggio di domenica 4, il Segretario Generale Lillo Massimiliano Musso pubblica il seguente post sul Canale Ufficiale di Forza del Popolo:
“Noi di Forza del Popolo seguiamo le vicende internazionali in tempo reale. Alcuni di noi seguono le vicende venezuelane da decenni. Noi di Forza del Popolo abbiamo sempre sostenuto di non essere trumpiani e di essere amici di tutti e servi di nessuno. Per noi la legge di Gasperino il carbonaro vale per tutti, compreso Trump. Per noi, dai frutti si riconosce l'albero. Per noi non esiste dittatura migliore di un'altra. Per noi, Mattei e Moro furono eliminati dalla stessa logica che ha privato della libertà Maduro. Il Venezuela non è una centrale di terrorismo e non è crocevia di narcotraffico. Così come non è centro di scambio di bimbetti per le lobby pedosataniste. In Forza del Popolo l'analisi politica è seria e profonda e prescinde dall'orientamento personale dei singoli. Da noi valgono i fatti documentati e circostanziati. Da noi vige un sistema probatorio e non una presunzione assoluta di verità secondo chi la dice in quel momento. Per noi le fonti valgono più della narrazione. Con noi si ragiona, non si propagano notizie temerarie ed infondate per difendere un'idea astratta. Da noi i video costruiti con l'Intelligenza Artificiale non costituiscono prova di un bel nulla. Per Forza del Popolo è il comportamento che conta, non l'opinione. In violazione del diritto internazionale, quel diritto partorito dalle due grandi guerre del novecento, in sordina persino rispetto al suo Congresso, un Governo nazionale ha invaso uno Stato attraverso l'aiuto di complici in Venezuela, traditori del proprio popolo. Il primo atto dopo quello militare è consistito nell'acquisizione immediata del pieno controllo della riserva petrolifera più importante del mondo. A poche miglia dalle coste USA. Apertis verbis, Trump ha affrontato il tema del petrolio, rivendicando addirittura il risarcimento per il mancato guadagno negli ultimi decenni e parlando esplicitamente di furto dei venezuelani in danno degli statunitensi. E cosa i venezuelani avrebbero rubato agli Yankees? Il petrolio dei venezuelani. Avete capito bene, per Trump i venezuelani hanno rubato il proprio stesso petrolio agli "americani". Qui salta ogni logica. Si accomodino i lor signori sepolcri imbiancati a difendere l'Amministrazione Trump, perfettamente in linea con i precedenti Governi Dem, e instillare odio verso il Venezuela, colpevole di volere difendere e mantenere la propria indipendenza dalle potenze coloniali. Molti in queste ore vi state scatenando contro la parte sbagliata – prosegue Musso -, convinti che il liberatore d'Italia sarà chi vive da sempre nella frenesia di conquistare, in ogni modo, risultati propri. Anche il movimento MAGA ha capito il gioco di Trump e lo ha scaricato. In Italia i trumpiani si diano una regolata. Verrete ridicolizzati dalla realtà dei fatti, dalla storia, dai numeri, dalla verità. Vi resterà il più becero populismo a sostenere gli sforzi di fantasia con cui vi ostinerete a giustificare il delirio e lo farete in danno dell'Italia e degli italiani. Con l'operazione in Venezuela, Trump ha gettato la maschera e niente sarà più come prima. Rendetevene conto, con cautela. Perché in Forza del Popolo mai nessuno si è dichiarato trumpiano. Forza del Popolo si fonda su un manifesto politico, secondo cui Trump mai potrebbe essere considerato un nostro leader politico. Forza del Popolo prende posizione caso per caso e non rinuncerà mai a discostarsi da chicchessia. Chi difende Trump rema contro i veri interessi dell'Italia e degli italiani. La vostra egregora sarà ricordata come voto di sottomissione e come moto della vostra disfatta. Non siamo mai stati né lo saremo trumpiani: ci basta essere orgogliosamente, e irriducibilmente, italiani!”
- Sempre domenica, a pochi minuti dall’inizio dell’annunciata diretta proposta dal Segretario Generale Lillo Massimiliano Musso per le ore 17 con il titolo “Forza del Popolo non dimentica la storia e ne fa tesoro”, Andrea Colombini pubblica un annuncio sul suo canale Telegram sul quale dichiara che nella diretta serale avrebbe annunciato le sue dimissioni irrevocabili da Forza del Popolo.
- Poco prima della diretta sul canale Telegram, viene postato, in risposta alle annunciate dimissioni, il seguente testo:
“Scosse di assestamento in corso. Forza del Popolo non è mai stato il partito di Trump in Italia. Ve lo abbiamo detto in tutti i modi. Nelle dirette, nei congressi, nei raduni. In tutte le lingue. Forza del Popolo è il partito degli Irriducibili e non cerca allori. Unico interesse di Forza del Popolo? L'interesse degli italiani. Così è stato e così sarà, con o senza Andrea Colombini, che ha deciso liberamente di essere fagocitato nella magmatica narrazione MAGA, caduta negli USA ma ancora in piedi, per poco, in Italia. Piazzisti d'oro come Landi e di criptovalute come Hardy non avranno la meglio su Forza del Popolo. Andrea Colombini è chiamato a schierarsi per l'interesse nazionale italiano. E se non crede che sia opportuno farlo, vuol dire che non ci ha mai creduto per davvero.”
- Nella lunga diretta sul canale ufficiale Telegram di Forza del Popolo, iniziata alle 17 di domenica e conclusasi poco dopo la mezzanotte, il Segretario Generale Lillo Musso ha spiegato la posizione del partito rispetto a quanto avvenuto in Venezuela. Durante la diretta ha ricordato a Colombini e a tutti coloro che hanno preso le parti di Trump senza se e senza ma, il ruolo degli Stati Uniti nella geopolitica internazionale nella storia e nell’era contemporanea. L’esortazione è stata di verificare quanto sta avvenendo, senza preconcetti o cieca fiducia nei comportamenti di chi fa solo gli interessi per sé e per la propria nazione. Sicuramente non per il popolo italiano o per quello venezuelano.
- A seguito della diretta fiume, nella notte tra il 4 e il 5 gennaio, il Segretario Generale di Forza del Popolo ha pubblicato un suo ulteriore intervento audio durante il quale disvela che in realtà la rottura con l’ormai ex presidente risale al settembre 2025, quando praticamente lo stesso Colombini accusò Musso di aver causato l’estromissione di Forza del Popolo e del candidato Carlo Giraldi dalla competizione elettorale regionale in Toscana.
Come è naturale che avvenga, anche in questa occasione si sono scatenati i commenti a favore di una o dell’altra posizione. Spiace soprattutto che a seguito di questa situazione Forza del Popolo possa perdere forze vitali, e mi auguro che molti prendano una propria posizione analizzando i fatti e non lasciandosi trascinare dalle simpatie di questo o quell’altro. Chi vi parla, che si è sempre dichiarato grato ad Andrea Colombini, per quanto ha dato durante la pseudo-pandemia, ritenendo che i principi di Forza del Popolo siano superiori ad ogni singola posizione dei suoi appartenenti, non ritiene di doversi schierare a favore o contro, ma, esortando tutti a esaminare sempre con prudenza i fatti che avvengono intorno a noi, prosegue con il suo impegno che ha quale obiettivo la notazione degli eventi che si susseguono per il raggiungimento dell’avvento di una politica pulita e nuova.
Dandovi quindi appuntamento alla prossima settimana per il consueto Punto e Virgola, ringrazio tutti voi per l’ascolto di questa puntata particolare ma forse una delle più importanti nella storia del Punto e Virgola, ricordandovi ancora una volta che La nostra coerenza e l’incoerenza degli altri ci porteranno ad un sicuro successo.

Monday Dec 29, 2025
Monday Dec 29, 2025
Salve a tutti e benvenuti al Punto e Virgola del 29 dicembre 2025.
Nel giorno del compleanno di Giacomo Puccini, lunedì Andrea Colombini festeggia colui che ha segnato la sua vita e quella della sua famiglia, così come gli avvenimenti degli ultimi quasi sei anni e il suo esempio, le sue parole, hanno segnato la vita di tanti di noi. E il fatto di aver contribuito a far emergere la consapevolezza in tanti di noi, lo rende giustamente molto orgoglioso e noi gliene diamo atto.
Martedì su Becciolini Network, Stefano Becciolini ha intervistato il Segretario Generale di Forza del Popolo Lillo Massimiliano Musso. L’argomento di questa puntata è stata la falsa narrazione della guerra facendola diventare un conflitto normale e inevitabile. E’ stato ricordato che la nostra Costituzione ripudia la guerra considerato anche che la guerra in Ucraina non rientra neanche nelle regole e nei trattati internazionali in quanto l’Ucraina appunto non fa parte dell’Europa né tanto meno della Nato. Durante la trasmissione Lillo Musso ha letto l’appello alle mamme dal titolo Pace e Abbracci che anche qui riporteremo a breve. La registrazione della trasmissione è disponibile sul canale Becciolini Network su Youtube.
Martedì sul canale ufficiale Telegram di Forza del Popolo è stato riportato un intervento del Segretario Generale Lillo Massimiliano Musso sul pericolo dell’invio alla guerra dei nostri giovani figli. Riporto le sue condivisibili parole:
“La retorica della mamma si fonda sul dato naturale dell’origine della vita, della tutela di chi più è indifeso, della dedizione alla più grande causa dell’esistenza, quella di proteggere, custodire e alimentare, fino all’estremo sacrificio di sé, chi non ha voce, non vede, non può farcela da solo.
Soffiano venti di guerra pronti a tradursi in tempesta. Mamme, non mandate i vostri figli in guerra! Opponetevi sin d’ora. Spiegate ai vostri figli che la guerra non è una soluzione, ma è il problema. Diffondete nelle vostre case la mentalità per cui a tutto c’è una soluzione, che c’è sempre un altro modo per risolvere le controversie, come in famiglia anche tra le nazioni.
Per il presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron: «Inviare truppe Nato in Ucraina non è da escludere». Per Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, la «Guerra è alle porte e servono più armi», per questo «l’Europa deve spendere di più per la difesa, dando priorità agli appalti congiunti», «Proprio come abbiamo fatto con i vaccini o con il gas naturale». Per Guido Crosetto, Ministro della Difesa italiano, sulle armi all’Ucraina: «aumenteremo la produzione in Europa» e per Giorgia Meloni, capo del Governo italiano: «A chi dice «fermatevi» sulle armi all’Ucraina rispondo: ditelo a Putin».
Queste dichiarazioni non possono trovarci indifferenti. I vostri figli, i nostri figli, vanno protetti da governanti ostili al benessere e alla pace tra i popoli. Pertanto, in qualità di segretario generale di Forza del Popolo, invito voi mamme a ribellarvi alla narrativa unica della guerra e ad abbracciare i vostri figli con tenerezza e spirito di protezione. Non tenete sermoni in famiglia, abbracciateli teneramente. Siate mamme! Trasmettete con un abbraccio ai vostri figli il più grande combustibile che muove gli uomini e le donne di buona volontà: l’amore.”
Mercoledì Andrea Colombini commenta la notizia che Mark Rubio, segretario di Stato degli Stati Uniti d'America ha dichiarato che non avrebbe più dato il visto ai membri della commissione europea e ai componenti del governo del Regno Unito per l’ingresso negli Stati Uniti. Secondo Colombini si tratta di una vera dichiarazione di guerra, non combattuta, ma che ha il significato che da quelle parti non tollerano più i politici europei che continuano a fomentare i propri popoli per sostenere le vere guerre combattute, in contrapposizione a quanto Trump e i suoi stanno facendo per evitarle.
Sabato su Aria Buona Channel leggiamo e riportiamo un interessante commento sulla sentenza 199 del 23 dicembre della Corte Costituzionale. Con la sentenza n. 199 del 23 dicembre 2025, la Corte Costituzionale non ha semplicemente rigettato un ricorso, ha firmato l'abdicazione del Diritto in favore di un’inquietante "Scienza del momento". Nel dichiarare legittime le compressioni delle libertà fondamentali, la Consulta ha sancito un principio devastante: se una scelta politica è supportata dalle evidenze scientifiche disponibili in quel preciso istante storico, allora è costituzionalmente valida. Poco importa se quelle evidenze siano parziali, contestate o, col senno di poi, fallaci. Ciò che conta è il timbro dell'esperto di turno.
È un ragionamento che fa correre un brivido lungo la schiena di chiunque abbia memoria storica. Se accettiamo l'assioma per cui "ogni scelta è legittima in virtù delle conoscenze scientifiche del tempo", allora dobbiamo avere il coraggio intellettuale e morale di guardare nello specchio oscuro della nostra storia e ammettere l'inconfessabile: con questo metro di giudizio, anche le Leggi Razziali del 1938 erano legittime. Sembra un'iperbole? Un'eresia? Non lo è. È la rigorosa applicazione della logica giuridica appena sdoganata dai giudici delle leggi. Quando vennero promulgate le vergognose leggi razziali, non lo si fece appellandosi alla superstizione o al capriccio di un tiranno solitario; lo si fece brandendo la "Scienza", con il supporto accademico, con i dati, con la "verità del momento". Il 14 luglio 1938, sui giornali appariva il "Manifesto degli scienziati razzisti". Non era un volantino di fanatici, ma un documento firmato da dieci cattedratici italiani, supportato dal gotha della medicina, dell'antropologia e della demografia dell'epoca.
Se la Corte Costituzionale odierna avesse dovuto giudicare quelle norme nel 1939 applicando il criterio della sentenza 199/2025, avrebbe dovuto dire: "Le leggi sono legittime perché si fondano sulle evidenze scientifiche disponibili al momento dell'entrata in vigore della norma". Ecco l'orrore logico in cui siamo precipitati con questa sentenza.
La Costituzione è nata esattamente per impedire questo. È nata sulle macerie di quel totalitarismo "scientifico" per dire che esistono diritti inviolabili che nessuna scienza, nessuna emergenza e nessuna maggioranza di esperti possono toccare. La dignità dell'uomo non dipende dai risultati di laboratorio. La libertà personale non è una concessione revocabile in attesa di validazione peer-reviewed. Legando la legittimità costituzionale alla mutevole "scienza del momento", la Consulta ha trasformato la Costituzione da scudo di roccia a banderuola al vento. Ha stabilito che i diritti non sono più intrinseci all'essere umano, ma sono subordinati allo stato dell'arte della tecnica. Se domani la scienza dominante (o quella selezionata dal potere politico) decretasse che per il "bene collettivo" è necessario sopprimere, segregare o silenziare una categoria di cittadini, quale appiglio giuridico ci rimarrebbe, se la Corte stessa ci dice che la Scienza è fonte di legittimità suprema? La sentenza 199/2025 segna il passaggio dallo Stato di Diritto allo Stato di Scienza, dove il cittadino diventa suddito del dato statistico. La Corte doveva essere il guardiano che dice "No, qui non si passa", anche se tutti gli scienziati del mondo dicono di passare. Invece, si è ridotta a fare il notaio del potere tecnico, dimenticando che la scienza cambia e si corregge, mentre le ferite inferte alla libertà restano per sempre.
Dandovi quindi appuntamento alla prossima settimana per il consueto Punto e Virgola, ringrazio Daniela Pavino ed Eleonora Pagoaga, vi saluto e vi ringrazio per l’ascolto ricordandovi che La nostra coerenza e l’incoerenza degli altri ci porteranno ad un sicuro successo

Monday Dec 22, 2025
Monday Dec 22, 2025
Salve a tutti e benvenuti al Punto e Virgola del 22 dicembre 2025.
Inclusivo, resiliente, accogliente, democratico, sostenibile. Questi gli aggettivi utilizzati da coloro che vanno ai meeting sui jet. Così il Presidente Andrea Colombini nella sua diretta di lunedì. E questi vorrebbero mettere le mani sui soldi della Russia. Ma Trump ha mostrato che esiste un’altra strada, appoggiato già da 7 Paesi in Europa, compreso il Belgio, dove appunto sono conservati i soldi della Russia. Ma cosa dicono questi Paesi? Oggi tocca alla Russia, ma se domani lo fanno all’America? Il rischio esiste, con la deriva dell’Unione Europea, ma in quel caso, sarebbe veramente la fine.
Lunedì leggiamo su Aria Buona Channel che, secondo quanto riportato dal Financial Times , la Volkswagen chiuderà lo stabilimento di Dresda per la prima volta in 88 anni. Il motivo di questa mossa sono le difficoltà finanziarie dell'azienda legate al calo delle vendite in Cina, alla bassa domanda in Europa e ai dazi statunitensi sulle importazioni di automobili.
La chiusura fa parte di un programma più ampio di riduzione di 35.000 posti di lavoro in Germania, volto a ottimizzare i costi del gruppo. Steven Reitman, analista finanziario di Bernstein, ha affermato che Volkswagen sta affrontando "sfide enormi" e sta cercando misure di riduzione dei costi, in considerazione della necessità di investire 180 miliardi di euro per estendere il ciclo di vita dei motori a benzina.
Secondo la pubblicazione, lo stabilimento di Dresda ha prodotto circa 200.000 veicoli dal 2002. Dopo la chiusura, il sito sarà trasferito all'Università di Dresda per creare un campus di ricerca specializzato nello sviluppo di chip per l'intelligenza artificiale.
Martedì nuova puntata di Caleido, il mondo da angolazioni diverse. Francesco Capo ha intervistato nel suo canale Youtube Lillo Massimiliano Musso sul tema: 2026: che anno sarà? Si parte dalla guerra in Ucraina che secondo Musso è praticamente finita e Zelensky sta cercando di salvare il salvabile, più che altro la sua pelle, visto cosa è successo in passato ad altri capi di stato deposti. In riferimento alla politica italiana, non si ritiene che il governo attuale possa durare per molto, nonostante i provvedimenti per la famiglia che sono finalizzati a non far esplodere una rivolta sociale. Per quanto riguarda i rapporti tra gli Stati Uniti e l’Europa, è evidente l’antagonismo tra le due posizioni, per esempio nel caso della guerra in Ucraina. Poi si è parlato di Testate giornalistiche in vendita, e del caso di probabile chiusura di Byoblu.
Mercoledì su Aria Buona Channel leggiamo che il Pd, è per il sostegno a Kiev, anche usando i beni russi congelati. La risoluzione del Pd, in discussione alla Camera, chiede di "scegliere senza esitazioni e ambiguità, di fronte alle minacce globali e alle sfide continue rappresentate dall'amministrazione americana, l'interesse europeo". Altro impegno è "ribadire la ferma condanna" della "aggressione russa dell'Ucraina e a continuare a garantire pieno sostegno e solidarietà al popolo e alle istituzioni ucraine, mediante tutte le forme di assistenza necessarie" e anche "attraverso un utilizzo legalmente fondato dei beni russi congelati".
I dem rimarcano l'esigenza di un ruolo dell'Ue per una pace "giusta e sicura".
Condividiamo il commento del redattore di Aria Buona Channel che scrive: “Bene, così finiremo di suicidarci in nome della guerra (inutile) per un paese non membro dell’Unione europea, non membro della NATO, perché garanti di un esproprio illegittimo o meglio di un’appropriazione indebita legittimata dalla Von der Leyen e compari. Ancora i protagonisti del crollo del nostro paese si distinguono per coerenza.”
Giovedì Francesco Capo ha pubblicato un intervento su cosa stia succedendo a Byoblu. Lo riporto integralmente.
In tanti mi avete chiesto cosa ne penso della situazione di Byoblu.
Piccolo ripasso per chi non sapesse nulla con annessa premessa. Byoblu ha comunicato di essere in crisi a causa di una sentenza che la condanna per un risarcimento illegittimo di un suo ex dipendente. Ha fatto partire una campagna di donazioni che in un solo giorno, grazie alla generosità delle persone, ha raccolto più di 400 mila euro.
Premessa: a Byoblu lavorano giornalisti bravissimi, che stimo, con molti dei quali sono in buoni rapporti e riconosco l'importanza del loro lavoro.
Non entro nel merito della vicenda giudiziaria. Constato solo che il collega giornalista licenziato ha vinto in due gradi di giudizio, quindi un giudice e poi un collegio di giudici hanno riconosciuto come illegittimo il suo licenziamento. Per poter dire di più dovrei leggere le sentenze e sentire le due parti, ma non credo che sia necessario.
Veniamo al dunque. La dignità e la responsabilità imprenditoriale imporrebbero di trovare altre fonti di sostentamento rispetto alle donazioni. Queste ultime possono andare bene in una fase di avvio e Byoblu ne ha beneficiato in misura enorme nella fase di start up e continua a beneficiarne. Quando cresci, le donazioni non posso essere la voce su cui costantemente contare o per uscire fuori da crisi o presunte tali.
Io penso che le donazioni possano essere chieste prevalentemente da piccoli canali o da giornalisti singoli.
Anche io che le chiedo, cerco comunque di trovare anche altre fonti di sostentamento. So bene che merito di riceverne e come me anche altri, che svolgono un lavoro importante.
Fino a quando potrà andare avanti questo sistema delle donazioni? Rappresenta una giusta garanzia per le persone che lavorano a Byoblu e per le relative famiglie?
Diciamo un'ulteriore verità. Da quando Byoblu ha lanciato questa campagna io ho ricevuto pochissime donazioni. Praticamente si sono bloccate. Sono sicuro che lo stesso potranno dire molti altri canali che fanno informazione indipendente e di farmi portavoce di una comune convinzione.
Forse andavano trovate sin dall'inizio forme di solidarietà e cooperazione societaria. In questa situazione, ho la sensazione che siamo esattamente nel mondo neoliberista e turbo capitalistico che, a parole, critichiamo, dove ognuno è solo e siamo tutti contro tutti. Vita mea, mors tua. Byoblu adesso festeggia per la raccolta di oltre 400 mila e ringrazia voi cittadini per il capolavoro.
Bravo Byoblu, viva Byoblu, lunga vita a Byoblu! Ma chi ha vinto? Vi sentite di aver vinto voi?
Forse tutti stiamo perdendo e avremmo bisogno di nuove idee.
Riporto un post dal canale ufficiale Telegram di Forza del Popolo pubblicato sabato:
C’è una domanda che ritorna sempre, come un riflesso automatico, ogni volta che si parla di Bettino Craxi: “E Mani Pulite?”
Bene. Parliamone davvero, dall’inizio. Non con gli slogan, non con la mitologia televisiva, ma con la storia. Mani Pulite non fu una rivoluzione morale. Fu una gigantesca operazione di delegittimazione della politica, presentata come redenzione nazionale. Un processo mediatico-giudiziario che non colpì un sistema per riformarlo, ma lo distrusse per sostituirlo con il nulla.
Craxi non fu innocente. Ma non fu nemmeno il mostro che serviva all’opinione pubblica per lavarsi la coscienza. E soprattutto fu l’unico che ebbe il coraggio di fare ciò che nessun altro fece:
dire la verità in Parlamento. Craxi disse parole che oggi fanno ancora paura perché smontano l’intera narrazione moralistica: “Il finanziamento irregolare dei partiti è stato un sistema. Chi sostiene il contrario mente.”
Non era una giustificazione. Era un atto d’accusa contro tutti. Craxi non disse “sono innocente”.
Disse qualcosa di molto più grave: “Se questo è un reato, allora qui non c’è un colpevole solo.
O siamo tutti colpevoli, o siamo tutti innocenti.”
E aveva ragione. Perché quel sistema era noto, tollerato, praticato da tutti i partiti, nessuno escluso.
Ma Mani Pulite non cercava la verità: cercava un capro espiatorio.
E il capro espiatorio fu Craxi. Non perché fosse il peggiore, ma perché era il più forte, il più autonomo, il più statista. Quando emerse la figura di Antonio Di Pietro, Craxi capì prima di tutti dove si stava andando a parare: verso la sostituzione della politica con la magistratura.
Craxi non attaccò “i giudici”. Attaccò l’idea che un Paese potesse essere governato per via giudiziaria. Disse, con lucidità spaventosa: “Non si governa una democrazia con le manette.”
E ancora: “State distruggendo i partiti, ma non state costruendo nulla.”
Questa è la frase che andrebbe incisa nel marmo. Perché la storia gli ha dato ragione.
Infatti dopo Mani Pulite:
• i partiti sono diventati gusci vuoti
• il Parlamento è stato svuotato
• la politica ha smesso di decidere
• il potere si è spostato verso magistratura, media, tecnocrazia.
E al posto della politica cosa è arrivato? Berlusconismo permanente. Antipolitica urlata. Grillismo vendicativo. Leader improvvisati. Governi deboli. Un Paese più fragile, più subalterno, più povero.
Se Mani Pulite fosse stata davvero una rinascita morale, oggi l’Italia sarebbe migliore. Invece è peggiorata. Craxi disse un’ultima cosa, forse la più onesta di tutte: “Io non accetto di essere il capro espiatorio di un intero sistema.” Eppure lo è stato. Sacrificato per permettere a un Paese intero di non fare i conti con se stesso. Difendere Craxi oggi non significa negare gli errori, significa rifiutare una menzogna storica: che distruggendo la politica si potesse moralizzare la democrazia. Non è successo. È successo l’opposto. Quello che è venuto dopo mi fa schifo. Perché non è stato più pulito. È stato solo più ipocrita.
E Craxi, con tutti i suoi limiti, resta infinitamente superiore a questa lunga degenerazione che dura da trent’anni.
Nella diretta di domenica, Andrea Colombini ricorda quanto detto durante il Congresso della Regione Toscana dal Segretario Generale di Forza del Popolo, cioè che il Partito non avrà nessun rapporto con le forze che hanno preso palesemente posizioni contro Trump e contro Putin. Ovviamente contro quanto sta avvenendo a livello Europeo dove si continuano a prendere le parti dei sostenitori di Zelensky, pedofili satanisti e ladri e guerrafondai. E come si dice in Toscana, ladro è chi ruba e chi para il sacco, anche chi in Italia sta con queste posizioni, è colpevole degli stessi crimini.
Domenica il Segretario Generale di Forza del Popolo, Lillo Massimiliano Musso, ha pubblicato un suo intervento audio nel quale ha riepilogato la struttura del Partito e i dirigenti che dirigono le diverse articolazioni dello stesso, e le ultime attività politiche ed elettorali quale dimostrazione di crescita costante che ha quale obiettivo finale la partecipazione alle speriamo vicine elezioni politiche.
Prima di concludere, nell’augurare un sereno Natale a voi e a tutti coloro che amate, vi ricordo che sono in corso le iscrizioni per il settimo congresso di Forza del Popolo che si terrà il 31 gennaio 2026 a Catania. Vi invito a registrarvi collegandovi alla pagina forzadelpopolo.org.
Dandovi quindi appuntamento alla prossima settimana per il consueto Punto e Virgola, ringrazio Daniela Pavino e Francesco Gerardi, vi saluto e vi ringrazio per l’ascolto ricordandovi che La nostra coerenza e l’incoerenza degli altri ci porteranno ad un sicuro successo

Monday Dec 15, 2025
Monday Dec 15, 2025
Salve a tutti e benvenuti al Punto e Virgola del 15 dicembre 2025.
Interessante intervento, pubblicato lunedì, di Francesco Gerardi, responsabile dell’ufficio stampa di Forza del Popolo e direttore del Corriere del Popolo. Scrive Gerardi: Il fenomeno forse più notevole, nonché inedito, di questi tempi sta nel fatto che gran parte della conflittualità e della tensione che attraversa la nostra società sia dovuta non tanto a differenze di tipo ideologico-politico, sociale o valoriale, come avveniva in passato, ma a una divergenza molto marcata di consapevolezza tra gli individui, nel senso in cui certa spiritualità intende questa parola. È proprio il diverso grado nello stato di coscienza che porta le persone ad essere oggi in contrasto e a non capirsi tra loro, e questo non fa che accentuare il carattere alquanto “apocalittico” del tempo presente. È infatti sempre più evidente che, pur nella grande varietà dello sviluppo delle coscienze, oggi esistano fondamentalmente due distinti tipi umani: quello che ha raggiunto un certo livello di consapevolezza e che, pur con molti limiti, riesce a intravedere determinate realtà, e quello che è rimasto indietro e che vive in un mondo intriso di conformismo e di sostanziale obbedienza. Gli uni scorgono, più o meno nitidamente, le manipolazioni e gli inganni del potere, comprendendo a grandi linee il funzionamento del sistema; gli altri sono invece allineati e inconsapevoli di quanto viene loro imposto, rapportandosi con le istituzioni e le autorità come dei bambini con i genitori, non concependo nemmeno il sospetto che possano far loro del male. I primi, per brevità, possiamo chiamarli “risvegliati”, i secondi invece “dormienti”. Del resto, una certa filmografia risvegliante descrive esattamente questa situazione: il messaggio di pellicole come Matrix o The Truman Show, moderne rivisitazioni del mito della caverna, è precisamente questo. A rendere via via più evidente questa bipartizione dell’umanità, che era comunque già latente, è stata una serie di accadimenti a partire dall’11 settembre 2001, evento-sacrificio epocale in cui fu chiaro ad un’agguerrita minoranza di pensatori critici che la versione ufficiale dell’attentato non reggeva. Ma è stato soprattutto il famigerato triennio 2020-2022, con la cosiddetta pandemia, ad operare come un grande catalizzatore capace di far affiorare in superficie in modo plateale due capacità di lettura del reale che, con il precipitare della situazione politica e sociale, sono diventate incompatibili. La grande sfida che ci attende nel prossimo futuro sarà quella di accompagnare per mano verso un cambio di paradigma non traumatico la parte del Paese che non ha ancora capito, nell’interesse di tutti.
Nella diretta di martedì il Presidente Andrea Colombini commenta le dichiarazioni di Pierpaolo Sileri, viceministro della salute nel governo Conte, e sottosegretario alla salute nel governo Draghi, ricordate? Quello la cui moglie vendeva apparecchiature sanitarie tra le quali i famosi respiratori… Ebbene costui ha detto di non sapere da chi è partito il famoso protocollo tachipirina e vigile attesa, e che nessuno gli aveva fatto leggere preventivamente il testo di tale protocollo. Di vigliacchi ne abbiamo visto, ma fino a questo punto raramente. Siamo al “si salvi chi può”.
Mercoledì leggiamo su Aria Buona Channel che il senatore repubblicano Thomas Massie ha presentato alla Camera dei Rappresentanti un disegno di legge per richiedere l’uscita degli Stati Uniti dalla NATO, definendo l’alleanza “una reliquia della guerra fredda”.
"Gli Stati Uniti devono ritirarsi dall'Alleanza e utilizzare quei soldi per proteggere il nostro Paese, non altri stati”, ha riportato il membro del Congresso.
Massie afferma che la NATO è stata creata per contrastare l'URSS, crollata 30 anni fa, e che la partecipazione di Washington al blocco è costata ai contribuenti americani trilioni di dollari.
Venerdì Andrea Colombini commenta la notizia che una scuola in Emilia Romagna ha bandito il nome Gesù dalle canzoni di Natale per non offendere gli altri, annunciando che al veglione dell’ultimo dell’anno, nel suo concerto ha inserito Adeste Fideles dove il nome di Gesù si dice tante volte. Se qualcuno è infastidito dal nome di Gesù, cambi paese, perché se noi andiamo in un paese islamico e diciamo che non vogliamo sentire il nome di Allah ci tagliano la mano, o qualcos’altro. Smettiamola con questa ricerca dello scontro, lasciamo perdere gli imbecilli che ci vorrebbero portare a quello.
Sabato Aria Buona Channel riporta che l’Italia, insieme ad Austria, Polonia e Ungheria, è indicata dagli Stati Uniti tra i Paesi con cui Washington dovrebbe “collaborare maggiormente”, con l’obiettivo di “allontanarli” dall’Unione europea. E’ quanto si legge nella versione estesa della nuova Strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, non pubblicata dalla Casa Bianca ma visionata dalla rivista Defense One, la testata specializzata in difesa.
Al fine di “rendere l’Europa di nuovo grande”, gli Stati Uniti dovrebbero sostenere “partiti, movimenti e figure culturali” favorevoli alla sovranita’ nazionale e alla difesa dei “modi di vita europei tradizionali”. Defense One cita una versione classificata della National Security Strategy diffusa nei giorni scorsi.
Domenica, sempre su Aria Buona Channel leggiamo che il primo ministro ungherese Viktor Orban ha definito il congelamento degli asset russi una "dichiarazione di guerra": “Ignorando l'Ungheria e violando la legislazione europea alla luce del giorno – ha dichiarato Orban -, i funzionari di Bruxelles stanno prendendo provvedimenti per sequestrare gli asset russi congelati.
Questa è una dichiarazione di guerra. Nel frattempo, stanno chiedendo altri 135 miliardi agli Stati membri per alimentare il conflitto. L'Ungheria non intende partecipare a questo perverso schema di Bruxelles. Abbiamo bisogno di Pace, non di escalation!”
Prima di concludere vi segnalo che sono aperte le iscrizioni per il settimo congresso di Forza del Popolo che si terrà il 31 gennaio 2026 a Catania. Vi invito a registrarvi collegandovi alla pagina forzadelpopolo.org.
Dandovi quindi appuntamento alla prossima settimana per il consueto Punto e Virgola, ringrazio Daniela Pavino ed Eleonora Pagoaga, vi saluto e vi ringrazio per l’ascolto ricordandovi che La nostra coerenza e l’incoerenza degli altri ci porteranno ad un sicuro successo

